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Visualizzazione post con etichetta sistema solare. Mostra tutti i post
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venerdì 20 marzo 2015

L'eclissi di Sole di primavera

Una serie di foto che ritraggono l'eclissi di stamattina (immagine presa da Media INAF)

Non accadeva da oltre 100 anni e per osservare di nuovo il Sole oscurarsi in coincidenza con l'Equinozio di Primavera dovremo aspettare per altri 100 anni. Una coincidenza simile a questa accadrà nel 2038: quando il Sole sarà eclissato dalla Luna durante il Solstizio d'Estate.

mercoledì 5 novembre 2014

L'asteroide Vesta ripreso dalla sonda Dawn
(Immagine presa da Media INAF)
All'interno dell' Ames Research Center della NASA si trova un cannone dalla lunghezza di ben 4 metri, denominato Ames Vertical Gun Range, che è stato progettato per simulare degli impatti fra diversi corpi celesti. Questo cannone riesce a sparare dei proiettili, che hanno dimensioni che vanno dai 0,005 ai 7,6 millimetri, a delle velocità che toccano i 7 km/s (l'equivalente di oltre 25.000 km/h) grazie ad una miscela d' esplosivo e di idrogeno gassoso ad alta pressione. E proprio in un recente studio, che ha visto la partecipazione di un team di ricercatori della Brown University guidato da Angela Stickle della John Hopkins, è stata usato questo cannone per osservare e studiare un impatto che ha interessato la superficie dell'asteroide Vesta.

venerdì 17 ottobre 2014

La cometa Siding Spring è tenuta sotto osservazione

(Immagine presa da Media INAF)
Abbiamo spesso parlato della cometa 69P/Churyumov- Gerasimenko e della sonda Rosetta. Abbiamo anche parlato del lander Philae: il quale si poserà nella cometa sopracitata nel mese di Novembre. Ebbene, oggi parleremo di un avvenimento che riguarda la cometa C/2013 A1 Siding Spring: la quale questa domenica alle ore 20:27 si troverà alla distanza minima da Marte (circa 140.000 km). E ad aspettarla ci saranno ben cinque sonde che studiano il Pianeta Rosso.

martedì 30 settembre 2014

Investigando sul passato della Valles Marineris

In questa immagine si può vedere al centro del pianeta
il cosiddetto "Grand Canyon marziano"
(Immagine presa da Media INAF)
In questo articolo parleremo di un complesso di strutture geologiche che si trovano nella zona equatoriale di Marte: viene spesso nominato come "Grand Canyon marziano" e si tratta della Valles Marineris.

Bisogna contare che questa struttura geologica è all'incirca più grande 10 volte rispetto al Grand Canyon terrestre. Praticamente si estende per circa 1/5 della circonferenza del Pianeta Rosso. Inoltre, la Valles Marineris è emersa da enormi sussulti tettonici e successivamente rimodellate da parte di fenomeni erosivi di vario tipo.

E tra questi fenomeni potrebbero esserci niente meno che dei ghiacciai: i quali in un tempo remoto hanno solcato questa struttura geologica con il loro lentissimo scorrere. Anche se gli scienziati non hanno ancora maturato un idea condivisa se questo fenomeno possa essere veramente accaduto, poiché non si riesce a stabilire se una serie di formazioni nella Valles Marineris sia dovuta ad un origine glaciale o meno.

E proprio in questo momento un team internazionale, formato da ricercatori dalla statunitense Bryn Mawr College e dalla Freie Universitaet di Berlino, ha individuato una possibile prova su come possa aver avuto luogo la presenza di un ghiacciaio. E proprio entrando nell'ambito della mineralogia che si è trovato uno strato di solfati misti grazie al  Compact Reconnaissance Imaging Spectrometer for Mars e lo High-Resolution Imaging Science Experiment a bordo della sonda Mars Reconnaissance Orbiter. Il luogo di ritrovamento è situato a metà dei quasi 5 km di altezza delle pareti di Lus Chasma e l'estremità Ovest dell'intera struttura geologica.

Il team di scienziati è riuscito a mappare la jarosite, un tipo di minerale solfato acido, lungo la parete del canyon. Tutti i depositi di jarosite su Marte sono dovuti ad una possibile evaporazione di acqua in falda o lacustri. Gli scienziati hanno ipotizzato che in questo specifico deposito si sia verificato un fenomeno simile a quello riscontrato nelle isole Svalbard sulla Terra. In pratica lo zolfo atmosferico, intrappolato nel ghiaccio, quando viene riscaldato dalla luce solare reagisce con l'acqua producendo un tipo di minerali, chiamati solfati, altamente acidi: proprio come la jarosite riscontrata lungo i margini di questo ipotetico ghiacciaio.
La valle Lus Chasma vista in un mosaico effetuato
dalla sonda Mars Odyssey
(Immagine presa da Media INAF)


Fonte testi e immagini:Media INAF

Orione2000

lunedì 15 settembre 2014

Cronache dalla sonda Rosetta: scelto il punto di approdo per l'11 Novembre!

In questa immagine si può vedere il punto dove, l'11 Novembre di
quest'anno, il lander Philae approderà
(Immagine presa da Media INAF)
Ormai è deciso: il lander Philae , il quale si trova a bordo della sonda Rosetta, approderà l'11 Novembre di quest'anno in una regione della cometa 67P/ Churyumov/Gerasimenko denominata J. L'annuncio è stato dato dall' Agenzia Spaziale Europea durante una conferenza stampa. Bisogna ricordare che il sito di "Landing" è stato scelto fra i cinque candidati poiché offriva delle condizioni buone per l'osservazione dell'attività cometaria associato ad un minor fattore di rischio per il lander.

martedì 9 settembre 2014

La sonda Cassini scatta una foto al satellite naturale Pan


Nell'immagine possiamo vedere una fascia di vuoto
nella quale orbita il piccolo satellite naturale Pan, il quale
lo si può vedere come un piccolo punto bianco
(Immagine presa da Media INAF)
 
Su Saturno, più precisamente nella divisione di Encke, orbita, apparentemente da solo, un satellite naturale di nome Pan. Effettivamente, il nome portato da questo satellite naturale è davvero appropriato: poiché esso deriva dal greco paein, ovvero "pascolare". Infatti, Pan è un "satellite pastore": ovvero un satellite che ha il "compito" di mantenere stabile un anello planetario, in questo caso quello di Saturno, pur modificandone la forma e estensione a causa delle interazioni gravitazionali. Inoltre la stessa ninfa Driope, madre del dio greco Pan, secondo il mito fuggì alla sua nascita per l'aspetto deforme del proprio figlio. Non che il satellite sia stato nominato così in base alla bruttezza, ma anche esso provoca l'allontanamento di vari corpuscoli che si trovano nel suo campo di azione.

mercoledì 3 settembre 2014

Osservando il comportamento delle tempeste solari sul campo magnetico terrestre

(Immagine presa da Media INAF)
Quello che noi chiamiamo "vento solare" si tratta di un viaggio lungo circa 150.000 km in cui prendono parte le particelle, radiazioni e campi magnetici che sono stati strappati al Sole e in viaggio nello spazio. C'è anche da dire che si trattano di flussi di plasma che gli scienziati che si occupano di meteorologia spaziale seguono con grande attenzione. In certi casi, questa attenzione potrebbe trasformarsi in un timore, soprattutto quando l'emissione è particolarmente intensa. Ma l'alterazione dell'attività geomagnetica non porta solamente a dar luogo alle spettacolari aurore polari, ma potrebbe causare disturbi ai satelliti in orbita e alle telecomunicazioni, senza contare l'eventuale black-out sulle linee elettriche della penisola scandinava. In uno studio recente, pubblicato anche sulle colonne del Journal of Geophysical Research, un gruppo di studiosi dimostra che quelle che in gergo vengono definite substorm possono essere "guidate" da una serie di processi che risultano completamente differenti da quelli finora ipotizzati.

domenica 17 agosto 2014

Il Near Earth Object 1950 DA tenuto insieme dalle forze di van der Waals

Il Near Earth Object 1950 DA
(Immagine presa da Media INAF)
L'immagine che vedete a sinistra è la sagoma dell'asteroide 1950 DA avente un diametro medio di circa 1,3 km. Rientra nella categoria Near Earth Object, ovvero quel gruppo di oggetti in cui la loro orbita potrebbe intersecare la nostra. Nel caso di 1950 DA questo potrebbe avvenire nel marzo del 2880 con una possibilità su ventimila che si possa schiantare sul nostro pianeta. Forse fra otto secoli avremo già trovato un sistema per disintegrare gli asteroidi: ma il problema sarebbe che questo asteroide sarebbe troppo facile da disintegrare, infatti, ci sarebbe bisogno di un piccolo colpo per mandarlo in frantumi. Questo potrebbe sembrare positivo: ma è pur sempre preferibile avere un unico bolide che numerosi frammenti incontrollabili (soprattutto se non se ne conosce il comportamento dell'asteroide stesso).

giovedì 7 agosto 2014

Cronache dalla sonda Rosetta: l'arrivo

La cometa 69P/Churyumov-Gerasimenko ripresa dalla camera OSIRIS
il 3 Agosto del 2014
(Immagine presa da Media INAF)
Finalmente, dopo 10 anni di viaggio, la sonda Rosetta è giunta a destinazione: diventando la prima sonda a incontrare una cometa. Ora, la sonda e la cometa si trovano ad una  distanza di circa 405 milioni dalla Terra fra l'orbita di Marte e quella di Giove: viaggiando ad una velocità di circa 55.000 km/h verso il Sistema Solare interno. Nella giornata di ieri, alle 11:00 circa, si sono svolte una serie di manovre che hanno reso possibile la regolazione della velocità e della traiettoria della sonda. Se solo una di queste manovre fosse fallita la missione sarebbe andata persa.

martedì 15 luglio 2014

Europa vista a colori

Europa vista a colori
(Immagine presa da Media INAF)
L'immagine che vediamo a sinistra è un immagine che raffigura una parte di Europa, una delle  lune di Giove. Questa fotografia, che inquadra un'area di 160 x 170 km, è stata ottenuta grazie ad un mosaico di fotografie in bianco e nero (per la precisione in scala di grigi) che sono state scattate dalla sonda Galileo il 06/11/1997, quando la stessa era distante 21.700 km da Europa e stava compiendo l' 11^ orbita. E' stato possibile colorare questo mosaico grazie ad una successiva ripresa a colori, ma con una risoluzione più bassa, ottenuta nel 1998 dalla stessa sonda, la quale si trovava a 143.000 km da Europa e stava compiendo la 14^ orbita.

martedì 8 luglio 2014

Osservando la cometa C/2012 K1 grazie a NEOWISE

Una serie di immagini che raffigurano la cometa
C/2012 K1 vista all'infrarosso
(Immagine presa da Media INAF)
L'immagine che possiamo vedere a sinistra è la cometa C/2012 K1, conosciuta con il nome di Pan- STARRS: il quale è una sigla di un progetto di indagine astronomica chiamata Panoramic Survey Telescope & Rapid Response System , che si trova nelle Hawaii. La cometa è stata scoperta nel Maggio del 2012 e proviene dalla lontana nube di Oort, la quale  possiamo definire un vero e proprio "serbatoio" di comete che si trova ai confini del Sistema Solare. Ebbene, la cometa C/2012 K1 si trovava a 230 milioni di chilometri dalla Terra nel momento in cui la missione NEOWISE ha fotografato ripetutamente l'oggetto celeste. Nella fotografia, però, troviamo anche la galassia a spirale NGC 3726: che è lontana ben 55 milioni di anni luce dalla Terra.

giovedì 26 giugno 2014

La corona solare è più grande di quanto pensiamo

Immagine del Sole ripresa dalla sonda STEREO
(Immagine presa da Media INAF)
La porzione più esterna dell'atmosfera solare è chiamata corona solare. Ebbene, grazie alle osservazioni eseguite dalla sonda STEREO della NASA: i nuovi limiti raggiungono la notevole distanza di 8 milioni di chilometri dalla superficie solare. Questi risultati sono molto utili per capire il limite interno dell'eliosfera, ovvero la bolla di plasma che viene generata dal vento solare e ingloba anche la nostra Terra: tracciando il Sistema Solare in tutta la sua interezza.

martedì 24 giugno 2014

Micropolveri sull'atmosfera di Marte

Un immagine dell'atmosfera marziana
(Immagine presa da Media INAF)
L'atmosfera di Marte mostra qualcosa di davvero particolare: ovvero una concentrazioni di micropolveri e nanopolveri inaspettata e basta soltanto un eclissi solare per illuminare l'atmosfera marziana ed osservarne la sua composizione. La scoperta è stata resa possibile grazie a un team composto da ricercatori francesi e russi con tre specialisti dell'Istituto di Fisica e Tecnologia di Mosca (MIPT). Le osservazioni dello spettro sono avvenute durante le occultazioni solari di inizio estate sull'emisfero Nord di Marte. In questo modo la concentrazione degli areosol, le dimensioni delle loro particelle, permettono ai ricercatori di capire in che modo siano distribuiti gli agenti sull'atmosfera marziana.

sabato 21 giugno 2014

Anche su Mercurio si verificano le Hot Flow Anomaly

Una rappresentazione di una HFA su Mercurio
(Immagine presa da Media INAF)
Il nostro Sole ci invia quotidianamente in tutte le direzioni un flusso caldo di particelle atomiche cariche: il vento solare, che può viaggiare a velocità nettamente superiori ai 400 km/s. Ebbene quando questo flusso incontra un campo magnetico si crea un fronte d'urto, chiamata "bow shock". In questo processo si possono creare delle turbolenze, delle vere e proprie anomalie, di questo flusso. Infatti può accadere l'inversione localizzata e momentanea del flusso del vento solare: fenomeno conosciuto come Hot Flow Anomaly (HFA).

mercoledì 11 giugno 2014

Il lato oscuro della Luna

Il lato nascosto della Luna
(Immagine presa da Media INAF)
La Luna mostra come delle "macchie" nel lato che ci mostra tutti i giorni: gli antichi le avevano definite marie. Queste strane macchie sono infatti i mari lunari: formati da ampie pianure basaltiche.

Ma nel lato nascosto della Luna come è la situazione? Ebbene, sorprendentemente, non vi sono traccia di questi mari lunari. Questo mistero dura dal 1959: data in cui la sonda sovietica Luna 3 fotografò per la prima volta il lato nascosto della Luna. Finalmente un gruppo dell'Università della Pennsylvania (Penn State) è riuscita forse a svelare il mistero.

giovedì 29 maggio 2014

Quando lava e acqua si incontrano...

L'Arsia Mons
(Immagine presa da Wikipedia)
Da un incontro fra lava e ghiaccio si sono generati, 210 milioni di anni fa, due laghi dalla capacita di circa 40 e 20 chilometri cubici d'acqua. Il luogo dove è avvenuto questo evento è nell' Arsia Mont: montagna appartenente a Marte. La cosa più sorprendente è che questo ambiente sarebbe stato adatto ad ospitare forme di vita. Questi i risultati di una ricerca condotta da geologi della Brown University di Providence, in collaborazione con il Lancaster Environmental Centre del Regno Unito.

mercoledì 21 maggio 2014

Le aurore su Saturno causate dal collasso della coda magnetica

Le aurore di Saturno viste da Hubble
(Immagine presa da Media INAF)
Le aurore di Saturno sono da tempo prese sotto osservazione. E proprio uno studio,che usa i dati e le immagini fornite dall'Hubble Space Telescope tra aprile e maggio 2013, è guidato dal Jonathan Nichols dell'Università di Leicester.

domenica 18 maggio 2014

Mercurio: mai stati così vicini

Lo scatto della sonda Messenger all'incredibile
altitudine di <200 km dalla superficie del pianeta
(Immagine presa da Media INAF)
La sonda Messenger (MErcury Surface,Space ENvironment, GEo chemistry and Ranging) ci ha regalato uno scatto della regione polare di Mercurio all' incredibile altitudine inferiore ai 200 km dal suolo. La risoluzione che si è riuscita ad ottenere è di 5 metri/pixel. Si tratta della foto più vicina mai scattata sul suolo di Mercurio.

venerdì 16 maggio 2014

La Great Red Spot di Giove si sta rimpicciolendo

La Grande Macchia Rossa di Giove vista
dall'Hubble Wide Field Camera 3
(Immagine presa da Media INAF)
Sembra incredibile, ma la Grande Macchia Rossa che rende tanto speciale il pianeta Giove si sta rimpicciolendo abbastanza in fretta. Ripresa da Hubble appare come un area vermiglia avvolta da perturbazioni di colore giallo, arancione e bianco: si tratta di una violenta tempesta anticiclonica, in cui i venti possono raggiungere la velocità di centinaia di chilometri all'ora. Ma ora più che una forma ovale ricorda più un cerchio.

domenica 11 maggio 2014

L'alba della Terra sulla Luna

La Terra vista dal Lunar Recconnaisance Orbiter
(Immafine presa dal sito Media INAF)
Chi ricorda il 24 Dicembre 1968, dove l'astronauta William Anders dell'Apollo 8 scattò la famosa foto "earthrise", in cui si vedeva sorgere la Terra fra i crateri della Luna. La NASA ha deciso di replicare, 46 anni dopo, la foto di Anders: ciò è stato reso possibile grazie al Lunar Recconnesaice Orbiter.