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lunedì 2 marzo 2015

Quattro giorni al traguardo!


(Immagine presa da www.rainews.it)

Ormai manca poco all'inserzione in orbita attorno a Cerere, in programma, appunto, per il 6 Marzo 2015. Mai prima d'ora una sonda visitava un pianeta nano (così venne definito Cerere nella storica conferenza del 2006).

Riassumiamo un po' le caratteristiche principali di Cerere


Scoperto il primo giorno dell'anno 1801 dall'italiano Giuseppe Piazzi da quello che era l'Osservatorio Nazionale del Regno delle Due Sicilie, a Palermo, è un asteroide di dimensioni molto grandi (tanto da essere, appunto, considerato come pianeta nano), precisamente il più grande della Fascia Principale (la cintura di corpi celesti situata fra Giove e Marte). Questo pianeta rappresenta circa 1/4 della massa complessiva dei corpi presenti in quella fascia stessa.

Aggiornamenti dalla sonda Dawn


La sonda ha viaggiato per circa 4,8 miliardi di km in un viaggio che è durato complessivamente 7 anni e 1/2 (contando i 14 mesi di "tappa" attorno all'asteroide Vesta). Ora che si trova nel tratto finale del viaggio, dovrà cercare di trovare risposta a delle domande che si sono posti i ricercatori. Per prima cosa dovrà trovare la natura delle due macchie bianche osservate brillare a metà Febbraio all'interno di un cratere del pianeta nano. Successivamente dovrà anche capire, sfruttando lo strumento VIR (costruito in Italia sotto la supervisione di Maria Cristina De Sanctis), cosa originano quei giganti geyser visti dalla sonda Hershel della NASA. Infine, gli scienziati mirano a capire quanta acqua potrebbe nascondersi sotto la superficie di Cerere, anche in forma liquida.

Qualche considerazione

In pratica, il pianeta nano Cerere, come Vesta, è considerato un "fossile"del Sistema Solare. <<Questi due corpi celesti rappresentano altrettanti campioni dei mattoni dai quali si sono formati Venere, la Terra e Marte. Quelli più simili a Vesta parrebbero aver contribuito in modo decisivo alla formazione del nucleo del nostro pianeta, mentre quelli più simili a Cerere potrebbero averci fornito l’acqua>> spiega Carol Raymond, vice-PI della missione. Inoltre sembra che, come ha sottolineato la stessa Raymond nella conferenza stampa di oggi, Cerere sarebbe stato in un passato assai simile ad alcune lune conosciute come Europa ed Encelado, dunque potrebbe rivelarsi interessante anche dal punto astrobiologico.

In conclusione...

...C'è ancora molto lavoro da svolgere, ma fortunatamente anche molto tempo per farlo: anche grazie all'efficienza del motore a ioni con il quale numerosi scienziati riescono a controllare l'assetto della sonda. La fine di questa missione sarà definita dalla fine dell'idrazina, successivamente la sonda orbiterà attorno al pianeta nano per un tempo indefinito. Ora, non ci resta che aspettare al 6 Marzo, anche se per i primi dati scientifici bisognerà forse pazientare per i primi giorni d'Aprile, poiché la sonda è girata dalla parte sbagliata e le manovre per orientarla a dovere richiederanno qualche settimana.

Fonti testi:Media INAF 

Orione2000

venerdì 2 gennaio 2015

Cerere: sempre più vicini grazie alla sonda Dawn

(Immagine presa da Wikipedia)
Mancano 3 mesi all'arrivo della sonda Dawn nell'orbita di Cerere che, con un diametro di circa 950 km, è l'asteroide  più massiccio della Fascia Principale compresa fra l'orbita di Marte e Giove. Nella stessa Fascia Principale si trova l'asteroide Vesta, avente un diametro di circa 525 km. In questo momento la sonda Dawn, lanciata nel 2007, si trova nella cosiddetta fase di approccio e ora punta dritta verso Cerere. La data dell'incontro è fissata per il 6 marzo 2015 e rimarrà in orbita attorno all'asteroide per circa un anno.

giovedì 4 dicembre 2014

Un nuovo rinvio nel decollo della capsula Orion

Lo United Launch Alliance Delta IV Heavy nella rampa di lancio
di Cape Canaveral
Sono le 09:45 a Cape Canaveral: ma lo United Launch Alliance Delta IV Heavy, con a bordo la capsula Orion, è ancora sulla rampa di lancio e i suoi booster non hanno potuto illuminare il cielo della Florida. Così si chiude la finestra di lancio, dopo una lunghissima attesa durata oltre 40 anni da parte della NASA, che sperava in un ritorno nello Spazio. Il tutto rinviato a domani, ore 13:00 (ora italiana), sperando che la capsula Orion Deep Space riesca a diventare la prima capsula passeggeri americana (diversa come concetto dallo Shuttle) a lasciare la Terra dai tempi della missione Apollo 17.

mercoledì 5 novembre 2014

L'asteroide Vesta ripreso dalla sonda Dawn
(Immagine presa da Media INAF)
All'interno dell' Ames Research Center della NASA si trova un cannone dalla lunghezza di ben 4 metri, denominato Ames Vertical Gun Range, che è stato progettato per simulare degli impatti fra diversi corpi celesti. Questo cannone riesce a sparare dei proiettili, che hanno dimensioni che vanno dai 0,005 ai 7,6 millimetri, a delle velocità che toccano i 7 km/s (l'equivalente di oltre 25.000 km/h) grazie ad una miscela d' esplosivo e di idrogeno gassoso ad alta pressione. E proprio in un recente studio, che ha visto la partecipazione di un team di ricercatori della Brown University guidato da Angela Stickle della John Hopkins, è stata usato questo cannone per osservare e studiare un impatto che ha interessato la superficie dell'asteroide Vesta.

mercoledì 27 agosto 2014

Trovata un'altra collisione fra galassie grazie ad una lente gravitazionale

Gli astronomi si sono serviti di una lente gravitazionale per
scoprire dettagli altrimenti impossibili da vedere. L'immagine
combina i dati ottenuti dal Telescopio Spaziale Hubble e dal
Keck II delle Hawaii (con l'uso di ottiche adattive)
(Immagine presa da Media INAF)
Utilizzando ALMA (Atacama Large Millimeter/ submillimeter Array) insieme ad altri telescopi sia terrestri che spaziali, è stata ottenuta un immagine davvero spettacolare e molto rara. Infatti, si tratta della migliore veduta di uno scontro fra due galassie avvenuto quando l'Universo vantava ben la metà degli anni che possiede oggi. Gli scienziati si sono serviti di una  lente gravitazionale grande quanto una galassia per scoprire dettagli che altrimenti sarebbero rimasti invisibili. Inoltre, nuovi studi che riguardano la galassia H-ATLAS J142935.3-002836 dimostrano che questo distante oggetto complesso assomiglia alla collisione locale più nota: le Galassie Antenne.

venerdì 22 agosto 2014

Come lo spazio confonde il sistema immunitario

(Immagine presa da en.wikipedia.org)
Ormai, sono già state effettuate numerose ricerche su come lo spazio possa influire sul comportamento del corpo umano:infatti, sono già stati fatti vari test sull'apparato cardiocircolatorio, sull'apparato scheletrico e sul sistema immunitario.

Da qualche anno, la NASA e altri istituti di ricerca sono stati particolarmente attenti sulla salute degli astronauti: in particolare, due ricerche, ovvero Validation of Procedures for Monitoring Crewmember Immune Function (Integrated Immune) e Clinical Nutrition Assessment of ISS Astronauts, hanno confermato che il volo spaziale è capace di alterare temporaneamente il sistema immunitario, specialmente se si tratta di missioni spaziali a lunga durata a bordo dell'ISS. I dati ottenuti, e pubblicati su Journal of Interferon & Cytokine Research, preoccupano molto gli esperti della NASA: poiché, ormai, ci sono missioni che prevedono una durata che va oltre i classici 6 mesi. Infatti, si sta sempre più parlando di missioni che prevedono anni di volo per raggiungere oggetti celesti, come ad esempio gli asteroidi e Marte, e un semplice raffreddore o un influenza potrebbero essere davvero rischiosi per l'incolumità di tutto l'equipaggio.

domenica 17 agosto 2014

Il Near Earth Object 1950 DA tenuto insieme dalle forze di van der Waals

Il Near Earth Object 1950 DA
(Immagine presa da Media INAF)
L'immagine che vedete a sinistra è la sagoma dell'asteroide 1950 DA avente un diametro medio di circa 1,3 km. Rientra nella categoria Near Earth Object, ovvero quel gruppo di oggetti in cui la loro orbita potrebbe intersecare la nostra. Nel caso di 1950 DA questo potrebbe avvenire nel marzo del 2880 con una possibilità su ventimila che si possa schiantare sul nostro pianeta. Forse fra otto secoli avremo già trovato un sistema per disintegrare gli asteroidi: ma il problema sarebbe che questo asteroide sarebbe troppo facile da disintegrare, infatti, ci sarebbe bisogno di un piccolo colpo per mandarlo in frantumi. Questo potrebbe sembrare positivo: ma è pur sempre preferibile avere un unico bolide che numerosi frammenti incontrollabili (soprattutto se non se ne conosce il comportamento dell'asteroide stesso).

martedì 12 agosto 2014

A caccia di "esosatelliti"

(Immagine presa da Media INAF)
Finora abbiamo scoperto numerosi esopianeti, ma nonostante tutto non abbiamo sentito parlare di una luna. Anche se i cacciatori di esopianeti hanno portato numerosi risultati scientifici riguardo gli esopianeti, finora nessuno ha ancora scoperto un "esosatellite" (exomoon).

Ebbene, dei fisici di Arlington, Università del Texas, Stati Uniti, sono convinti che un' attenta analisi delle onde radio possa condurli a fare nuove scoperte.

giovedì 7 agosto 2014

Cronache dalla sonda Rosetta: l'arrivo

La cometa 69P/Churyumov-Gerasimenko ripresa dalla camera OSIRIS
il 3 Agosto del 2014
(Immagine presa da Media INAF)
Finalmente, dopo 10 anni di viaggio, la sonda Rosetta è giunta a destinazione: diventando la prima sonda a incontrare una cometa. Ora, la sonda e la cometa si trovano ad una  distanza di circa 405 milioni dalla Terra fra l'orbita di Marte e quella di Giove: viaggiando ad una velocità di circa 55.000 km/h verso il Sistema Solare interno. Nella giornata di ieri, alle 11:00 circa, si sono svolte una serie di manovre che hanno reso possibile la regolazione della velocità e della traiettoria della sonda. Se solo una di queste manovre fosse fallita la missione sarebbe andata persa.

martedì 29 luglio 2014

Orbiter a rischio su Marte

(Immagine presa da Media INAF)
Ormai mancano meno di tre mesi al fly-by della cometa C/2013 A1 Siding Spring su Marte. Il passaggio ravvicinato della cometa, però, comporta dei rischi per le sonde che orbitano intono al pianeta stesso: infatti, la nube di detriti che accompagnerà la cometa è composta da minuscole particelle che viaggiano a considerevoli velocità, le quali possono mettere fuori uso un satellite. La cometa raggiungerà la distanza minima dal suolo marziano, che sarà di 132.000 km (meno di un decimo della distanza dell'incontro più ravvicinato di cui si sappia fra una cometa e la Terra), il 19/10/2014. Le agenzie spaziali coinvolte (europea,statunitense e indiana) dovranno spostare entro quella data le sonde in orbita attorno a Marte in una zona sicura: manovre che la NASA sta già compiendo.

sabato 26 luglio 2014

Cronache dalla sonda Rosetta: la cometa si avvicina

(Immagine presa da Media INAF)
La sonda Rosetta si trova ormai a poche migliaia di chilometri dalla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Il 6 Agosto verrà,infine, festeggiato l'arrivo all'orbita della cometa. Inoltre grazie alle prime immagini di OSIRIS, uno strumento scientifico ad immagini che si trova a bordo della sonda Rosetta, possiamo finalmente vedere le strutture della superficie della cometa. La risoluzione dell'immagine è di circa 100 metri per pixel, ma possiamo già notare che la zona centrale della cometa appare più brillante rispetto al resto del corpo celeste (fare riferimento all'immagine sottostante).

In questa immagine si può notare la cometa fotografata da una distanza
di 5500 km. Le immagini sono state scattate con una distanza di 2 ore ad
una risoluzione di circa 100 m per pixel.
(Immagine presa da Media INAF)

mercoledì 18 giugno 2014

Il Crazy Diamond si fa notare

Visione del cielo visto da AGILE
(Immagine presa da Media INAF)

Il buco nero supermasiccio che si trova al centro del quasar denominato 3C 454.3, il cui è distante oltre 7 miliardi di anni luce, attira l'attenzione di numerosi scienziati. I satelliti AGILE dell'ASI e Fermi della NASA hanno notato che il flusso di radiazione gamma sta man mano aumentando, fino a renderla la sorgente di raggi gamma più intensa del cielo. I ricercatori ne stanno seguendo l'evoluzione del fenomeno e sono riusciti a stimare la grandissima quantità di energia che è associata al getto di materia del buco nero che viene espulsa a velocità molto elevate.

martedì 10 giugno 2014

Idee verosimili o pura fantascienza?

Questo articolo parlerà del NASA Innovative Advanced Concepts, programma che vuole promuovere la creatività nell'ambito della ricerca spaziale. I progetti spaziali che l'agenzia spaziale americana ha selezionato sono 12, i quali verranno testati nell'ambito della fattibilità con un budget a disposizione di 100.000 dollari a progetto. I progetti che passeranno dopo i 9 mesi di test avranno a disposizione altri 500.000 dollari di finanziamento.

Tutte le idee buone hanno bisogno comunque di qualche modifica per essere efficienti e bisogna fare delle prove generali per vedere se tutto funziona a dovere. Soprattutto se si tratta di una missione multi-milionaria diretta verso altri pianeti. Parola d'ordine: per quanto possa essere bizzarra un'idea tanto vale tentare.

Logo del NASA Innovative Advanced Concepts
(Immagine presa da www.nasa.gov)

domenica 18 maggio 2014

Mercurio: mai stati così vicini

Lo scatto della sonda Messenger all'incredibile
altitudine di <200 km dalla superficie del pianeta
(Immagine presa da Media INAF)
La sonda Messenger (MErcury Surface,Space ENvironment, GEo chemistry and Ranging) ci ha regalato uno scatto della regione polare di Mercurio all' incredibile altitudine inferiore ai 200 km dal suolo. La risoluzione che si è riuscita ad ottenere è di 5 metri/pixel. Si tratta della foto più vicina mai scattata sul suolo di Mercurio.

sabato 3 maggio 2014

Cassini scatta una foto ad Urano

Urano visto dalla sonda Cassini
(immagine presa dal sito Media INAF)
Per la prima volta, precisamente nell' 11 aprile 2014, la sonda Cassini punta i suoi "occhi" su Urano. Nella foto si mostra come un pallido pallino blu, come sfondo possiamo notare gli anelli di Saturno. Nel momento dello scatto Urano si trovava a 28,6 U.A. (ricordiamoci che 1 U.A.=150.000.000 km, ovvero la distanza Terra-Sole). Ma in alcuni momenti la distanza fra Saturno ed Urano è di "appena" 10 U.A. e questo fenomeno avviene ogni 30 anni, ovvero il periodo che Saturno impiega a compiere un giro intorno al Sole.

giovedì 1 maggio 2014

Un lampo di raggi gamma piuttosto turbolento

(Immagine presa dal sito Media INAF)
Ormai si sa che quando accade un evento nell'Universo, come un esplosione di una stella, non si possono di certo mandare sonde per studiare l'evento stesso: perché questi ultimi verificano anche a miliardi di anni luce. Ma noi abbiamo usato l'astrofisica proprio per capire il più possible questi fenomeni, grazie anche alla radiazione elettromagnetica che viene emessa proprio durante questi eventi. Ecco che un attenta analisi di una manciata di fotoni diventa fondamentale per capire le proprietà e la storia della sorgente che gli ha prodotti. L'intensità e la variabilità delle lunghezze d'onda, quella che conosciamo come "spettro", si rivela molto utile per scovare le realtà fisiche che sono caratterizzano i vari oggetti con un dettaglio sorprendente.Ma la radiazione luminosa che noi riceviamo può contenere altri "dettagli",come può essere la polarizzazione: che per scovarla richiede tecniche più complesse. Lo studio di queste polarizzazioni ci permette di capire la geometria dell'oggetto preso in studio, le proprietà dello spazio che la luce ha attraversato e i processi fisici che la hanno prodotta. I fenomeni di polarizzazione li ritroviamo anche nella vita quotidiana: la luce riflessa dall'acqua di un lago, ad esempio, è fortemente polarizzata. In questo caso si parla di polarizzazione lineare, ma esistono anche altri tipi di polarizzazione.

lunedì 28 aprile 2014

Una nana bruna piuttosto fredda

Immagine artistica della nana bruna WISE J085510.83-071442.5
Immagine presa dal sito Media INAF
Il telescopio WISE (Wide-field Infrared Survey Explorer) e il Spitzer Space Telescope della NASA hanno fatto una grossa scoperta. Un astronomo della Pennsylvania State University ha deciso di usare proprio questi due telescopi per la ricerca e come risultato si è scoperta la nana bruna più fredda mai osservata prima d'ora. Con delle temperature paragonabili a quelle del Polo Nord questa nana bruna si trova a "soli" 7,2 anni luce:il che la rende il quarto sistema più vicino a noi.

giovedì 24 aprile 2014

Il computer di backup dell'ISS riprende a funzionare.

L'astronauta Steave Swatson. A destra si vede il laboratorio giapponese Kibo
dell'ISS (Imagie presa dal sito Media INAF)
L'11 Aprile di quest anno si è verificato un problema al computer di backup della Stazione Spaziale Internazionale, che ultimamente non rispondeva più ai comandi. Finalmente, il 23 Aprile si è riusciti a ripararlo grazie alla passeggiata spaziale a cui hanno partecipato gli astronauti Rick Mastracchio e Steave Swatson e le verifiche da Terra dimostrano che il sistema insieme al nuovo MultiplexerDeMultiplexer (MDM) funzionano correttamente. Il commento del controllo missione è stato il semplice ma significativo <<Lavoro eccellente,signori>>.

mercoledì 23 aprile 2014

Come invecchiano le cellule nello spazio

Immagine di un linfocita T
(Immagine presa dal sito Media INAF)
Il passare del tempo ormai si sa che è un nemico per l'organismo umano. Quando si arriva a certe età le cellule subiscono un grosso cambiamento che non è sempre positivo. Anche sullo spazio la storia è sempre la stessa: tra le avventure più emozionanti anche l'organismo e il sistema immunitario ne risente profondamente, indebolendosi seriamente. Grazie ad anni di ricerche dei medici della NASA si è saputo che il sistema immunitario ne risente molto della microgravità che si trova nello spazio.

domenica 20 aprile 2014

Traccie di vitamine nei meteoriti

Casimir Funk,chimico polacco
In questo articolo andremo un po' indietro nel tempo: precisamente nel 1911. In questo periodo il chimico polacco Casimir Funk (che potete vedere nell'immagine a sinistra) conia un termine a noi noto: questo termine viene chiamato vitamina. Questo scienziato decise di usare questa parola perché era "ammina vitale": ovvero un composto organico portatore di vita. Ancora oggi sappiamo che la mancanza di vitamine porta a patologie più o meno gravi: condizione chiamata oggi "avitaminosi". Ed ancora oggi si pensa che le vitamine abbiano giocato un ruolo fondamentale nella nascita ed evoluzione della vita.

Ma da dove hanno avuto origine queste vitamine? Questa domanda se la sono posta anche un gruppo di ricercatori finanziati dalla NASA . Questi ricercatori hanno condotto una serie di esperimenti: come risultato finale c'è un ipotesi tanto interessante quanto curiosa: questi composti organici arrivano dallo spazio.