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domenica 18 maggio 2014

Mercurio: mai stati così vicini

Lo scatto della sonda Messenger all'incredibile
altitudine di <200 km dalla superficie del pianeta
(Immagine presa da Media INAF)
La sonda Messenger (MErcury Surface,Space ENvironment, GEo chemistry and Ranging) ci ha regalato uno scatto della regione polare di Mercurio all' incredibile altitudine inferiore ai 200 km dal suolo. La risoluzione che si è riuscita ad ottenere è di 5 metri/pixel. Si tratta della foto più vicina mai scattata sul suolo di Mercurio.
Lo scatto è stato acquisito a Marzo di quest anno, mostra un area di 8,3 km di diametro della superficie del polo Nord di Mercurio, dove si possono notare piccoli rilievi e dei crateri.

Purtroppo l'immagine è a bassa esposizione: poiché bisognava compensare l'alta velocità della sonda e per ottenere un immagine priva di sfocature.

Però questo tipo di immagini sono molto rare: per intenderci, nei due anni di lavoro della sonda Messenger sono state scattate circa 150.000 foto, ma quelle con una risoluzione di 10 metri/pixel sono davvero poche, quasi quante le dita di una mano.

Anche se è uno dei posti del Sistema Solare piuttosto ignorato, forse a causa delle temperature elevatissime o forse a causa della vicinanza al nostro Sole, Mercurio ci rivela sempre nuove sorprese. Purtroppo le missioni sono state solo due, ma è prevista un altra missione ,con il lancio previsto per il 2015, chiamata BepiColombo: missione guidata dall'ESA.
Immagine artistica della sonda Messenger
(Immagine di Wikipedia)

Lanciata nell'agosto del 2004, la sonda Messenger può vantarsi di aver contato l'orbita 3000 nel 20 Aprile.
La distanza fra la sonda e la superficie di Mercurio si sta man mano diminuendo, infatti, la sonda viaggia in un orbita molto ellittica che va dai 15.000 km ai 200 km d'altezza rispetto al suolo e con un periodo di rivoluzione che è arrivato alle 8 ore contro le 12 iniziali.

Ma la sonda Messenger è riuscita ad arrivare a 199 km di altezza dal suolo, altitudine minore della ISS. Questo permette alla sonda di ottenere immagini più dettagliate e soprattutto aumentano il numero di orbite che la sonda effettua in un giorno: aumentando le possibilità di scattare foto ad alta risoluzione e le quantità di rilevazioni  topografiche utili.

Fonte testi:Media INAF
Fonte immagini: Media INAF e Wikipedia

Orione2000