| (Immagine presa da Media INAF) |
Grazie a i dati raccolti dal satellite NASA/ESA Cluster e grazie ad una rete di magnetometri a terra, gli scienziati sono riusciti a registrare un passaggio di una perturbazione solare che ha investito la nostra magnetosfera, monitorando contemporaneamente la tempesta magnetica nel suo sviluppo iniziale. Ebbene, sono stati registrati due sbalzi del flusso di corrente del plasma denso, il quale si trova nella nostra magnetosfera in corrispondenza del piano equatoriale, ad una distanza di 5 minuti l'uno dall'altro. Inoltre, non è passato di certo inosservato il curioso comportamento del campo magnetico terrestre: il quale prima si è diretto verso lo spazio profondo e dopo, contrariamente, si è propagato molto rapidamente verso il nostro pianeta.
Questo evento suggerisce che questa perturbazione magnetica si sia diretta verso la coda magnetica del nostro pianeta: proprio quella che si estende oltre la Terra per più di un milione e mezzo di km in direzione opposta al Sole. Visto che questa perturbazione magnetica, come detto in precedenza, si dirige verso la coda magnetica della Terra, favorisce di conseguenza la riconnessione magnetica e creando le condizioni ottimali per l'avvenire della substorm.
Fonte testi e immagini: Media INAF
Orione2000