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Visualizzazione post con etichetta buchi neri. Mostra tutti i post
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domenica 26 ottobre 2014

Spuntino cosmico per un buco nero

(Immagine presa da Media INAF)
"Immenso Paradiso", proprio così viene denominato il superammasso di galassie di cui fa parte anche la Via Lattea. Ma in questa gigantesca regione di spazio ci sono degli oggetti che possono rendere la vita di alcune stelle davvero "infernale". E' proprio il caso di una stella, scoperta da un gruppo di scienziati della Ohio State University, che è riuscita a sfuggire da un buco nero prima di essere "divorata". Infatti, il gigantesco e massiccio oggetto è riuscito a mangiare solo una parte di questa sventurata stella.

giovedì 9 ottobre 2014

Quando le dimensioni non contano...

Ecco come apparirebbe da vicino il buco nero P13
(Immagine presa da Media INAF)
In questo articolo focalizziamo la nostra attenzione sulla galassia NGC 7793. Ai suoi confini, per la precisione, possiamo trovare un buco nero, chiamato P13, che possiede una caratteristica che lo distingue dagli altri buchi neri. Infatti, sembra che riesca a "mangiare" il gas di una stella più velocemente di quanto previsto. Pensate che si parla di un ritmo di 100 miliardi di miliardi di hot dog al minuto. Per essere precisi: questo buco nero riesce a divorare il gas di una stella vicina 10 volte più velocemente di quanto teorizzato.

domenica 29 giugno 2014

Athena: la 2^ grande missione dell'ESA

Immagine artistica dell'osservatorio orbitante Athena
(Immagine presa da Media INAF)
Nel 2028 è stato deciso che il sofisticato osservatorio orbitate a raggi X Athena verrà messo in orbita, si tratterà quindi della seconda grande missione compiuta dall'ESA prevista nell'ambito del programma "Cosmic Vision". L'obbiettivo di questa missione sarà indagare su alcuni dei più energetici fenomeni che accadono nell'Universo: come il plasma caldo negli ammassi di galassie o come buchi neri e lampi gamma, spingendosi fino a 150 milioni di anni dal Big Bang, periodo in cui si iniziarono a formare le prime stelle supermassicce. In Italia l'INAF, l'ASI e numerose Università.

mercoledì 18 giugno 2014

Il Crazy Diamond si fa notare

Visione del cielo visto da AGILE
(Immagine presa da Media INAF)

Il buco nero supermasiccio che si trova al centro del quasar denominato 3C 454.3, il cui è distante oltre 7 miliardi di anni luce, attira l'attenzione di numerosi scienziati. I satelliti AGILE dell'ASI e Fermi della NASA hanno notato che il flusso di radiazione gamma sta man mano aumentando, fino a renderla la sorgente di raggi gamma più intensa del cielo. I ricercatori ne stanno seguendo l'evoluzione del fenomeno e sono riusciti a stimare la grandissima quantità di energia che è associata al getto di materia del buco nero che viene espulsa a velocità molto elevate.

mercoledì 4 giugno 2014

Osservando i campi magnetici dei buchi neri

Simulazione al computer di un buco nero
in giallo: gas che precipita all'interno del buco nero
nei getti sono presenti anche le raffigurazioni del campo
magnetico
(Immagine presa da Media INAF)
La prima cosa che pensiamo quando immaginiamo un campo di forza attorno ai buchi neri, sulla linea dell'orizzonte degli eventi, immediatamente ci viene scontato pensare ad un immensa forza gravitazionale. Cosa giusta: visto che questa forza è in grado di deviare perfino la luce. Ma non ci viene altrettanto scontato da pensare al campo magnetico che si trova attorno a questi buchi neri. Ebbene, a svelarlo sono l'array di radiotelescopi VLBA, i cui risultati sono stati pubblicati da ricercatori del Max Planck Institute for Radio Astronomy di Monaco e del Lawrence Berkeley National Laboratory che si trova in California.

mercoledì 28 maggio 2014

Materia oscura e buchi neri nascosti: WISE ne sa qualcosa

I buchi neri supermassicci che si trovano all'interno delle
 galassie si distinguono in esposti e in nascosti
(Immagine presa da Media INAF)
170.000 il numero di buchi neri supermassicci attivi osservati dal telescopio WISE. Il nuovo studio si concentra sui Nuclei Galattici Attivi (di cui ne abbiamo parlato in questa news di Aprile), poiché sono molto "affamati" e si nutrono in gran parte dei gas che li circondano. Questa ricerca ha fatto in modo di mettere in discussione una vecchia teoria.