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venerdì 17 ottobre 2014

La cometa Siding Spring è tenuta sotto osservazione

(Immagine presa da Media INAF)
Abbiamo spesso parlato della cometa 69P/Churyumov- Gerasimenko e della sonda Rosetta. Abbiamo anche parlato del lander Philae: il quale si poserà nella cometa sopracitata nel mese di Novembre. Ebbene, oggi parleremo di un avvenimento che riguarda la cometa C/2013 A1 Siding Spring: la quale questa domenica alle ore 20:27 si troverà alla distanza minima da Marte (circa 140.000 km). E ad aspettarla ci saranno ben cinque sonde che studiano il Pianeta Rosso.

martedì 30 settembre 2014

Investigando sul passato della Valles Marineris

In questa immagine si può vedere al centro del pianeta
il cosiddetto "Grand Canyon marziano"
(Immagine presa da Media INAF)
In questo articolo parleremo di un complesso di strutture geologiche che si trovano nella zona equatoriale di Marte: viene spesso nominato come "Grand Canyon marziano" e si tratta della Valles Marineris.

Bisogna contare che questa struttura geologica è all'incirca più grande 10 volte rispetto al Grand Canyon terrestre. Praticamente si estende per circa 1/5 della circonferenza del Pianeta Rosso. Inoltre, la Valles Marineris è emersa da enormi sussulti tettonici e successivamente rimodellate da parte di fenomeni erosivi di vario tipo.

E tra questi fenomeni potrebbero esserci niente meno che dei ghiacciai: i quali in un tempo remoto hanno solcato questa struttura geologica con il loro lentissimo scorrere. Anche se gli scienziati non hanno ancora maturato un idea condivisa se questo fenomeno possa essere veramente accaduto, poiché non si riesce a stabilire se una serie di formazioni nella Valles Marineris sia dovuta ad un origine glaciale o meno.

E proprio in questo momento un team internazionale, formato da ricercatori dalla statunitense Bryn Mawr College e dalla Freie Universitaet di Berlino, ha individuato una possibile prova su come possa aver avuto luogo la presenza di un ghiacciaio. E proprio entrando nell'ambito della mineralogia che si è trovato uno strato di solfati misti grazie al  Compact Reconnaissance Imaging Spectrometer for Mars e lo High-Resolution Imaging Science Experiment a bordo della sonda Mars Reconnaissance Orbiter. Il luogo di ritrovamento è situato a metà dei quasi 5 km di altezza delle pareti di Lus Chasma e l'estremità Ovest dell'intera struttura geologica.

Il team di scienziati è riuscito a mappare la jarosite, un tipo di minerale solfato acido, lungo la parete del canyon. Tutti i depositi di jarosite su Marte sono dovuti ad una possibile evaporazione di acqua in falda o lacustri. Gli scienziati hanno ipotizzato che in questo specifico deposito si sia verificato un fenomeno simile a quello riscontrato nelle isole Svalbard sulla Terra. In pratica lo zolfo atmosferico, intrappolato nel ghiaccio, quando viene riscaldato dalla luce solare reagisce con l'acqua producendo un tipo di minerali, chiamati solfati, altamente acidi: proprio come la jarosite riscontrata lungo i margini di questo ipotetico ghiacciaio.
La valle Lus Chasma vista in un mosaico effetuato
dalla sonda Mars Odyssey
(Immagine presa da Media INAF)


Fonte testi e immagini:Media INAF

Orione2000

martedì 29 luglio 2014

Orbiter a rischio su Marte

(Immagine presa da Media INAF)
Ormai mancano meno di tre mesi al fly-by della cometa C/2013 A1 Siding Spring su Marte. Il passaggio ravvicinato della cometa, però, comporta dei rischi per le sonde che orbitano intono al pianeta stesso: infatti, la nube di detriti che accompagnerà la cometa è composta da minuscole particelle che viaggiano a considerevoli velocità, le quali possono mettere fuori uso un satellite. La cometa raggiungerà la distanza minima dal suolo marziano, che sarà di 132.000 km (meno di un decimo della distanza dell'incontro più ravvicinato di cui si sappia fra una cometa e la Terra), il 19/10/2014. Le agenzie spaziali coinvolte (europea,statunitense e indiana) dovranno spostare entro quella data le sonde in orbita attorno a Marte in una zona sicura: manovre che la NASA sta già compiendo.

lunedì 21 luglio 2014

I nuovi obbiettivi spaziali

Speciale 45° anno dallo sbarco lunare

Immagine presa da Media INAF
Sono ormai passati 45 anni dallo sbarco lunare avvenuto nell'ambito della missione Apollo 11. Ed è proprio in questa missione che che vide la partenza del Saturn V di Von Braun. Ma da allora nessun uomo e nessuna donna ha mai più superato l'orbita terrestre. Eppure alla NASA, o nei suoi satelliti industriali ed accademici, c'è senz'altro una persona con una visione ed un carisma da permettere di fare una missione migliore rispetto al programma Apollo o all' International Space Station: che altro non sono che i due programmi spaziali che hanno segnato il XX secolo.

martedì 24 giugno 2014

Micropolveri sull'atmosfera di Marte

Un immagine dell'atmosfera marziana
(Immagine presa da Media INAF)
L'atmosfera di Marte mostra qualcosa di davvero particolare: ovvero una concentrazioni di micropolveri e nanopolveri inaspettata e basta soltanto un eclissi solare per illuminare l'atmosfera marziana ed osservarne la sua composizione. La scoperta è stata resa possibile grazie a un team composto da ricercatori francesi e russi con tre specialisti dell'Istituto di Fisica e Tecnologia di Mosca (MIPT). Le osservazioni dello spettro sono avvenute durante le occultazioni solari di inizio estate sull'emisfero Nord di Marte. In questo modo la concentrazione degli areosol, le dimensioni delle loro particelle, permettono ai ricercatori di capire in che modo siano distribuiti gli agenti sull'atmosfera marziana.

giovedì 29 maggio 2014

Quando lava e acqua si incontrano...

L'Arsia Mons
(Immagine presa da Wikipedia)
Da un incontro fra lava e ghiaccio si sono generati, 210 milioni di anni fa, due laghi dalla capacita di circa 40 e 20 chilometri cubici d'acqua. Il luogo dove è avvenuto questo evento è nell' Arsia Mont: montagna appartenente a Marte. La cosa più sorprendente è che questo ambiente sarebbe stato adatto ad ospitare forme di vita. Questi i risultati di una ricerca condotta da geologi della Brown University di Providence, in collaborazione con il Lancaster Environmental Centre del Regno Unito.

lunedì 12 maggio 2014

Delle serre su Marte nel 2021?

Un immagine artistica del Mars Plant Experiment
(Immagine presa da Media INAF)
La missione ha già un nome: MPX, ovvero Mars Plant Experiment. Obbiettivo: 2021, che sarebbe la data della "colonizzazione del suolo marziano". La NASA, in pratica, lancia la curiosa sfida di rendere verde la superficie del pianeta rosso. Obbiettivo molto difficile, ma non impossibile. Far vivere organismi vegetali su altri pianeti potrebbe rivelarsi un traguardo per permettere la sua conquista. Ed Heather Smith commenta:<<Sarebbe il primo passo per creare una base su Marte sostenibile e a lungo termine. Mandiamo i semi e li guardiamo crescere>>.