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Visualizzazione post con etichetta campo magnetico. Mostra tutti i post
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mercoledì 3 settembre 2014

Osservando il comportamento delle tempeste solari sul campo magnetico terrestre

(Immagine presa da Media INAF)
Quello che noi chiamiamo "vento solare" si tratta di un viaggio lungo circa 150.000 km in cui prendono parte le particelle, radiazioni e campi magnetici che sono stati strappati al Sole e in viaggio nello spazio. C'è anche da dire che si trattano di flussi di plasma che gli scienziati che si occupano di meteorologia spaziale seguono con grande attenzione. In certi casi, questa attenzione potrebbe trasformarsi in un timore, soprattutto quando l'emissione è particolarmente intensa. Ma l'alterazione dell'attività geomagnetica non porta solamente a dar luogo alle spettacolari aurore polari, ma potrebbe causare disturbi ai satelliti in orbita e alle telecomunicazioni, senza contare l'eventuale black-out sulle linee elettriche della penisola scandinava. In uno studio recente, pubblicato anche sulle colonne del Journal of Geophysical Research, un gruppo di studiosi dimostra che quelle che in gergo vengono definite substorm possono essere "guidate" da una serie di processi che risultano completamente differenti da quelli finora ipotizzati.

giovedì 12 giugno 2014

Il campo magnetico terrestre contro il vento solare

I quattro satelliti dell'ESA nella missione Cluster
(Immagine presa da Media INAF)
L'Istituto svedese di fisica spaziale (IRF) di Uppsala ha scoperto una nuova caratteristica che riguarda la nostra stella: il vento solare, il cui è carico di particelle cariche che viaggia dal Sole sino ai pianeti del Sistema Solare, avendo la proprietà di portare con se parte del campo magnetico solare riuscirebbe ad attraversare il nostro campo magnetico.

mercoledì 4 giugno 2014

Osservando i campi magnetici dei buchi neri

Simulazione al computer di un buco nero
in giallo: gas che precipita all'interno del buco nero
nei getti sono presenti anche le raffigurazioni del campo
magnetico
(Immagine presa da Media INAF)
La prima cosa che pensiamo quando immaginiamo un campo di forza attorno ai buchi neri, sulla linea dell'orizzonte degli eventi, immediatamente ci viene scontato pensare ad un immensa forza gravitazionale. Cosa giusta: visto che questa forza è in grado di deviare perfino la luce. Ma non ci viene altrettanto scontato da pensare al campo magnetico che si trova attorno a questi buchi neri. Ebbene, a svelarlo sono l'array di radiotelescopi VLBA, i cui risultati sono stati pubblicati da ricercatori del Max Planck Institute for Radio Astronomy di Monaco e del Lawrence Berkeley National Laboratory che si trova in California.