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mercoledì 27 agosto 2014

Trovata un'altra collisione fra galassie grazie ad una lente gravitazionale

Gli astronomi si sono serviti di una lente gravitazionale per
scoprire dettagli altrimenti impossibili da vedere. L'immagine
combina i dati ottenuti dal Telescopio Spaziale Hubble e dal
Keck II delle Hawaii (con l'uso di ottiche adattive)
(Immagine presa da Media INAF)
Utilizzando ALMA (Atacama Large Millimeter/ submillimeter Array) insieme ad altri telescopi sia terrestri che spaziali, è stata ottenuta un immagine davvero spettacolare e molto rara. Infatti, si tratta della migliore veduta di uno scontro fra due galassie avvenuto quando l'Universo vantava ben la metà degli anni che possiede oggi. Gli scienziati si sono serviti di una  lente gravitazionale grande quanto una galassia per scoprire dettagli che altrimenti sarebbero rimasti invisibili. Inoltre, nuovi studi che riguardano la galassia H-ATLAS J142935.3-002836 dimostrano che questo distante oggetto complesso assomiglia alla collisione locale più nota: le Galassie Antenne.

mercoledì 2 luglio 2014

Nel cuore di Gum 15

La nebulosa Gum 15
(Immagine presa da Media INAF)
La foto soprastante non è altro che la fantastica nebulosa Gum 15. Ottenuta grazie al WFI (Wide Field Imager), montato sul telescopio da 2,2 m dell'MPG/ESO (Osservatorio di La Silla, in Cile), Gum 15 si trova nella costellazione della Vela e dista da noi circa 3000 anni luce, ma la cosa che la rende particolare è la presenza di nascite di stelle calde e giovani. In tutta la loro bellezza si nasconde la loro letalità, infatti, avviandosi all'età adulta rappresentano la causa della morte della nebulosa stessa.

sabato 31 maggio 2014

Scoperta l'origine di una magnetar?

Immagine artistica di una magnetar
(Immagine presa da news.nationalgeographic.com)
In questo articolo parleremo di una stella molto particolare, che deve il suo nome al suo potentissimo campo magnetico. Basta prendere un cucchiaino di quella materia per raggiungere il miliardo di tonnellate: stiamo parlando delle magnetar.

Queste stelle sono delle "stelle di neutroni" la cui emissione di raggi X le rendono fra gli oggetti più energetici della nostra galassia.

Ma quale è la loro vera storia? Quali sono le loro origini? Da 35 anni gli scienziati hanno cercato di trovare la soluzione a queste domande, ma senza successo.

sabato 17 maggio 2014

Le Giganti Rosse non hanno limiti

La galassia M95
(Immagine presa da Media INAF)
La supernova SN 2012aw , esplosa nella galassia M95 nel Marzo del 2012, ha interessato un team internazionale di 42 astronomi che come guida hanno i ricercatori dell'Osservatorio dell'INAF di Capodimonte. La domanda che si sono posti questi scienziati è la seguente: quanto può essere grande una Gigante Rossa per diventare una supernova?

giovedì 1 maggio 2014

Un lampo di raggi gamma piuttosto turbolento

(Immagine presa dal sito Media INAF)
Ormai si sa che quando accade un evento nell'Universo, come un esplosione di una stella, non si possono di certo mandare sonde per studiare l'evento stesso: perché questi ultimi verificano anche a miliardi di anni luce. Ma noi abbiamo usato l'astrofisica proprio per capire il più possible questi fenomeni, grazie anche alla radiazione elettromagnetica che viene emessa proprio durante questi eventi. Ecco che un attenta analisi di una manciata di fotoni diventa fondamentale per capire le proprietà e la storia della sorgente che gli ha prodotti. L'intensità e la variabilità delle lunghezze d'onda, quella che conosciamo come "spettro", si rivela molto utile per scovare le realtà fisiche che sono caratterizzano i vari oggetti con un dettaglio sorprendente.Ma la radiazione luminosa che noi riceviamo può contenere altri "dettagli",come può essere la polarizzazione: che per scovarla richiede tecniche più complesse. Lo studio di queste polarizzazioni ci permette di capire la geometria dell'oggetto preso in studio, le proprietà dello spazio che la luce ha attraversato e i processi fisici che la hanno prodotta. I fenomeni di polarizzazione li ritroviamo anche nella vita quotidiana: la luce riflessa dall'acqua di un lago, ad esempio, è fortemente polarizzata. In questo caso si parla di polarizzazione lineare, ma esistono anche altri tipi di polarizzazione.

mercoledì 30 aprile 2014

Un esopianeta da record.

Immagine artistica di Beta Pictoris b
(Immagine presa dal sito Media INAF)
Ricerche recenti effettuate con il VLT (Very Large Telescope) dell'ESO hanno individuato,per la prima volta in assoluto, la velocità di rotazione di un esopianeta. L'equatore di questo esopianeta si muove a quasi 100.000 km/h, in questo modo il giorno su Beta Pictoris b dura soltanto 8 ore,meno di qualsiasi pianeta del nostro Sistema Solare (contro le circa 9h e 55min di rotazione di Giove). L'esopianeta si trova a circa 8 U.A. , rendendolo l'esopianeta più vicino alla propria stella madre di cui si sia ottenuta un immagine.

giovedì 17 aprile 2014

Ecco spiegato il colore rosso di Gum 41

Gum 41.Credit:ESO (immagine presa dal sito Media INAF)
Protagonista di questo articolo è la nebulosa di idrogeno Gum 41,potete vederla in tutto il suo splendore nell'immagine soprastante scattata dall'Osservatorio dell'ESO a La Sille in Cile. Al centro si possono notare stelle giovani e calde che emettono radiazioni molto energetiche:facendo eccitare le particelle di idrogeno che risplendono di un caratteristico color rosso.