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venerdì 2 gennaio 2015

Cerere: sempre più vicini grazie alla sonda Dawn

(Immagine presa da Wikipedia)
Mancano 3 mesi all'arrivo della sonda Dawn nell'orbita di Cerere che, con un diametro di circa 950 km, è l'asteroide  più massiccio della Fascia Principale compresa fra l'orbita di Marte e Giove. Nella stessa Fascia Principale si trova l'asteroide Vesta, avente un diametro di circa 525 km. In questo momento la sonda Dawn, lanciata nel 2007, si trova nella cosiddetta fase di approccio e ora punta dritta verso Cerere. La data dell'incontro è fissata per il 6 marzo 2015 e rimarrà in orbita attorno all'asteroide per circa un anno.

martedì 30 settembre 2014

Investigando sul passato della Valles Marineris

In questa immagine si può vedere al centro del pianeta
il cosiddetto "Grand Canyon marziano"
(Immagine presa da Media INAF)
In questo articolo parleremo di un complesso di strutture geologiche che si trovano nella zona equatoriale di Marte: viene spesso nominato come "Grand Canyon marziano" e si tratta della Valles Marineris.

Bisogna contare che questa struttura geologica è all'incirca più grande 10 volte rispetto al Grand Canyon terrestre. Praticamente si estende per circa 1/5 della circonferenza del Pianeta Rosso. Inoltre, la Valles Marineris è emersa da enormi sussulti tettonici e successivamente rimodellate da parte di fenomeni erosivi di vario tipo.

E tra questi fenomeni potrebbero esserci niente meno che dei ghiacciai: i quali in un tempo remoto hanno solcato questa struttura geologica con il loro lentissimo scorrere. Anche se gli scienziati non hanno ancora maturato un idea condivisa se questo fenomeno possa essere veramente accaduto, poiché non si riesce a stabilire se una serie di formazioni nella Valles Marineris sia dovuta ad un origine glaciale o meno.

E proprio in questo momento un team internazionale, formato da ricercatori dalla statunitense Bryn Mawr College e dalla Freie Universitaet di Berlino, ha individuato una possibile prova su come possa aver avuto luogo la presenza di un ghiacciaio. E proprio entrando nell'ambito della mineralogia che si è trovato uno strato di solfati misti grazie al  Compact Reconnaissance Imaging Spectrometer for Mars e lo High-Resolution Imaging Science Experiment a bordo della sonda Mars Reconnaissance Orbiter. Il luogo di ritrovamento è situato a metà dei quasi 5 km di altezza delle pareti di Lus Chasma e l'estremità Ovest dell'intera struttura geologica.

Il team di scienziati è riuscito a mappare la jarosite, un tipo di minerale solfato acido, lungo la parete del canyon. Tutti i depositi di jarosite su Marte sono dovuti ad una possibile evaporazione di acqua in falda o lacustri. Gli scienziati hanno ipotizzato che in questo specifico deposito si sia verificato un fenomeno simile a quello riscontrato nelle isole Svalbard sulla Terra. In pratica lo zolfo atmosferico, intrappolato nel ghiaccio, quando viene riscaldato dalla luce solare reagisce con l'acqua producendo un tipo di minerali, chiamati solfati, altamente acidi: proprio come la jarosite riscontrata lungo i margini di questo ipotetico ghiacciaio.
La valle Lus Chasma vista in un mosaico effetuato
dalla sonda Mars Odyssey
(Immagine presa da Media INAF)


Fonte testi e immagini:Media INAF

Orione2000

martedì 9 settembre 2014

La sonda Cassini scatta una foto al satellite naturale Pan


Nell'immagine possiamo vedere una fascia di vuoto
nella quale orbita il piccolo satellite naturale Pan, il quale
lo si può vedere come un piccolo punto bianco
(Immagine presa da Media INAF)
 
Su Saturno, più precisamente nella divisione di Encke, orbita, apparentemente da solo, un satellite naturale di nome Pan. Effettivamente, il nome portato da questo satellite naturale è davvero appropriato: poiché esso deriva dal greco paein, ovvero "pascolare". Infatti, Pan è un "satellite pastore": ovvero un satellite che ha il "compito" di mantenere stabile un anello planetario, in questo caso quello di Saturno, pur modificandone la forma e estensione a causa delle interazioni gravitazionali. Inoltre la stessa ninfa Driope, madre del dio greco Pan, secondo il mito fuggì alla sua nascita per l'aspetto deforme del proprio figlio. Non che il satellite sia stato nominato così in base alla bruttezza, ma anche esso provoca l'allontanamento di vari corpuscoli che si trovano nel suo campo di azione.

martedì 12 agosto 2014

A caccia di "esosatelliti"

(Immagine presa da Media INAF)
Finora abbiamo scoperto numerosi esopianeti, ma nonostante tutto non abbiamo sentito parlare di una luna. Anche se i cacciatori di esopianeti hanno portato numerosi risultati scientifici riguardo gli esopianeti, finora nessuno ha ancora scoperto un "esosatellite" (exomoon).

Ebbene, dei fisici di Arlington, Università del Texas, Stati Uniti, sono convinti che un' attenta analisi delle onde radio possa condurli a fare nuove scoperte.

martedì 15 luglio 2014

Europa vista a colori

Europa vista a colori
(Immagine presa da Media INAF)
L'immagine che vediamo a sinistra è un immagine che raffigura una parte di Europa, una delle  lune di Giove. Questa fotografia, che inquadra un'area di 160 x 170 km, è stata ottenuta grazie ad un mosaico di fotografie in bianco e nero (per la precisione in scala di grigi) che sono state scattate dalla sonda Galileo il 06/11/1997, quando la stessa era distante 21.700 km da Europa e stava compiendo l' 11^ orbita. E' stato possibile colorare questo mosaico grazie ad una successiva ripresa a colori, ma con una risoluzione più bassa, ottenuta nel 1998 dalla stessa sonda, la quale si trovava a 143.000 km da Europa e stava compiendo la 14^ orbita.

martedì 24 giugno 2014

Micropolveri sull'atmosfera di Marte

Un immagine dell'atmosfera marziana
(Immagine presa da Media INAF)
L'atmosfera di Marte mostra qualcosa di davvero particolare: ovvero una concentrazioni di micropolveri e nanopolveri inaspettata e basta soltanto un eclissi solare per illuminare l'atmosfera marziana ed osservarne la sua composizione. La scoperta è stata resa possibile grazie a un team composto da ricercatori francesi e russi con tre specialisti dell'Istituto di Fisica e Tecnologia di Mosca (MIPT). Le osservazioni dello spettro sono avvenute durante le occultazioni solari di inizio estate sull'emisfero Nord di Marte. In questo modo la concentrazione degli areosol, le dimensioni delle loro particelle, permettono ai ricercatori di capire in che modo siano distribuiti gli agenti sull'atmosfera marziana.

sabato 21 giugno 2014

Anche su Mercurio si verificano le Hot Flow Anomaly

Una rappresentazione di una HFA su Mercurio
(Immagine presa da Media INAF)
Il nostro Sole ci invia quotidianamente in tutte le direzioni un flusso caldo di particelle atomiche cariche: il vento solare, che può viaggiare a velocità nettamente superiori ai 400 km/s. Ebbene quando questo flusso incontra un campo magnetico si crea un fronte d'urto, chiamata "bow shock". In questo processo si possono creare delle turbolenze, delle vere e proprie anomalie, di questo flusso. Infatti può accadere l'inversione localizzata e momentanea del flusso del vento solare: fenomeno conosciuto come Hot Flow Anomaly (HFA).

lunedì 16 giugno 2014

L'atmosfera di Titano ricreata in laboratorio

(Immagine presa da Media INAF)
L'atmosfera di Titano è davvero particolare: lo dimostra un team della NASA che ha riprodotto fedelmente l'atmosfera di questa luna, che si può dire davvero speciale, in laboratorio.
Sorprendentemente i ricercatori sono riusciti ad individuare quelle sostanze sconosciute che la sonda Cassini ha scoperto nell'atmosfera di Titano nelle lunghezze d'onda del lontano infrarosso. Si è quindi scoperto che si tratta di una miscela di idrocarburi aromatici: comprendenti azoto e vari policiclici aromatici.

martedì 3 giugno 2014

La megaterra di HARPS-N


HARPS-N, lo spettrografo di alta precisione installato nel Telescopio Nazionale Galileo , il cui si trova a La Palma (Canarie), dell' Istituto di Astrofisica, ha trovato una megaterra con composizione simile al nostro pianeta: ma con la particolarità di possedere 17 masse terrestri. Questo spettrografo, inoltre, osserva la medesima area di cielo del telescopio spaziale Kepler.

giovedì 29 maggio 2014

Quando lava e acqua si incontrano...

L'Arsia Mons
(Immagine presa da Wikipedia)
Da un incontro fra lava e ghiaccio si sono generati, 210 milioni di anni fa, due laghi dalla capacita di circa 40 e 20 chilometri cubici d'acqua. Il luogo dove è avvenuto questo evento è nell' Arsia Mont: montagna appartenente a Marte. La cosa più sorprendente è che questo ambiente sarebbe stato adatto ad ospitare forme di vita. Questi i risultati di una ricerca condotta da geologi della Brown University di Providence, in collaborazione con il Lancaster Environmental Centre del Regno Unito.

mercoledì 21 maggio 2014

Le aurore su Saturno causate dal collasso della coda magnetica

Le aurore di Saturno viste da Hubble
(Immagine presa da Media INAF)
Le aurore di Saturno sono da tempo prese sotto osservazione. E proprio uno studio,che usa i dati e le immagini fornite dall'Hubble Space Telescope tra aprile e maggio 2013, è guidato dal Jonathan Nichols dell'Università di Leicester.

domenica 18 maggio 2014

Mercurio: mai stati così vicini

Lo scatto della sonda Messenger all'incredibile
altitudine di <200 km dalla superficie del pianeta
(Immagine presa da Media INAF)
La sonda Messenger (MErcury Surface,Space ENvironment, GEo chemistry and Ranging) ci ha regalato uno scatto della regione polare di Mercurio all' incredibile altitudine inferiore ai 200 km dal suolo. La risoluzione che si è riuscita ad ottenere è di 5 metri/pixel. Si tratta della foto più vicina mai scattata sul suolo di Mercurio.

venerdì 16 maggio 2014

La Great Red Spot di Giove si sta rimpicciolendo

La Grande Macchia Rossa di Giove vista
dall'Hubble Wide Field Camera 3
(Immagine presa da Media INAF)
Sembra incredibile, ma la Grande Macchia Rossa che rende tanto speciale il pianeta Giove si sta rimpicciolendo abbastanza in fretta. Ripresa da Hubble appare come un area vermiglia avvolta da perturbazioni di colore giallo, arancione e bianco: si tratta di una violenta tempesta anticiclonica, in cui i venti possono raggiungere la velocità di centinaia di chilometri all'ora. Ma ora più che una forma ovale ricorda più un cerchio.

sabato 3 maggio 2014

Cassini scatta una foto ad Urano

Urano visto dalla sonda Cassini
(immagine presa dal sito Media INAF)
Per la prima volta, precisamente nell' 11 aprile 2014, la sonda Cassini punta i suoi "occhi" su Urano. Nella foto si mostra come un pallido pallino blu, come sfondo possiamo notare gli anelli di Saturno. Nel momento dello scatto Urano si trovava a 28,6 U.A. (ricordiamoci che 1 U.A.=150.000.000 km, ovvero la distanza Terra-Sole). Ma in alcuni momenti la distanza fra Saturno ed Urano è di "appena" 10 U.A. e questo fenomeno avviene ogni 30 anni, ovvero il periodo che Saturno impiega a compiere un giro intorno al Sole.

mercoledì 30 aprile 2014

Un esopianeta da record.

Immagine artistica di Beta Pictoris b
(Immagine presa dal sito Media INAF)
Ricerche recenti effettuate con il VLT (Very Large Telescope) dell'ESO hanno individuato,per la prima volta in assoluto, la velocità di rotazione di un esopianeta. L'equatore di questo esopianeta si muove a quasi 100.000 km/h, in questo modo il giorno su Beta Pictoris b dura soltanto 8 ore,meno di qualsiasi pianeta del nostro Sistema Solare (contro le circa 9h e 55min di rotazione di Giove). L'esopianeta si trova a circa 8 U.A. , rendendolo l'esopianeta più vicino alla propria stella madre di cui si sia ottenuta un immagine.

sabato 26 aprile 2014

La Top 8 dei misteri della Terra

Immagine della Terra
(Immagine presa dal sito www.meteoweb.eu)
Le scoperte fatte nel campo astronomico sono tantissime. Pensiamo solo come anno dopo anno si viene a conoscenza degli innumerevoli segreti dell'Universo; immaginiamo anche che abbiamo una mappa della superficie di Marte che è nettamente più dettagliata di quella degli oceani. Ma ci sono dei misteri che non sono stati risolti e riguardano al nostro caro pianeta Terra.

La giornalista Becky Oskin ha pubblicato un articolo su Livescience in occasione della Giornata mondiale della Terra, trovando 8 domande a cui gli scienziati dovranno trovare la soluzione nei prossimi anni.

giovedì 17 aprile 2014

Un esopianeta davvero speciale

In questo articolo parleremo di Kepler 186f,un esopianeta davvero speciale. Si tratta di un pianeta roccioso più grande solo del 10% in più rispetto alla Terra:ma la cosa che lo rende davvero speciale è che potrebbe scorrere acqua allo stato liquido e,come se non bastasse, si trova nel medesimo angolo della Via Lattea in cui ci troviamo noi. E la scoperta la dobbiamo al più celebre cacciatore di pianeti che esista: stiamo parlando di Kepler.
Immagine artistica di Kepler 186f
(Immagine presa dal sito Media INAF)

mercoledì 16 aprile 2014

Delle orbite notevoli.

Crediti:Goddard Space Flight Center
(Immagine presa dal sito Media INAF)
Alcuni scienziati della NASA e dell' Astrobiology Istitute hanno formulato un ipotesi davvero interessante: i pianeti abitabili potrebbero essere segnalati dalla loro rotazione,ovvero, i mondi che più di altri potrebbero ospitare la vita sono quelli con delle orbite piuttosto insolite. Alcuni esempi possono essere i pianeti che hanno iniziato a ruotare intorno al proprio asse in un senso e che dopo un periodo geologico relativamente breve hanno cambiato la direzione.