| (Immagine presa da Wikipedia) |
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venerdì 2 gennaio 2015
Cerere: sempre più vicini grazie alla sonda Dawn
martedì 30 settembre 2014
Investigando sul passato della Valles Marineris
| In questa immagine si può vedere al centro del pianeta il cosiddetto "Grand Canyon marziano" (Immagine presa da Media INAF) |
Bisogna contare che questa struttura geologica è all'incirca più grande 10 volte rispetto al Grand Canyon terrestre. Praticamente si estende per circa 1/5 della circonferenza del Pianeta Rosso. Inoltre, la Valles Marineris è emersa da enormi sussulti tettonici e successivamente rimodellate da parte di fenomeni erosivi di vario tipo.
E tra questi fenomeni potrebbero esserci niente meno che dei ghiacciai: i quali in un tempo remoto hanno solcato questa struttura geologica con il loro lentissimo scorrere. Anche se gli scienziati non hanno ancora maturato un idea condivisa se questo fenomeno possa essere veramente accaduto, poiché non si riesce a stabilire se una serie di formazioni nella Valles Marineris sia dovuta ad un origine glaciale o meno.
E proprio in questo momento un team internazionale, formato da ricercatori dalla statunitense Bryn Mawr College e dalla Freie Universitaet di Berlino, ha individuato una possibile prova su come possa aver avuto luogo la presenza di un ghiacciaio. E proprio entrando nell'ambito della mineralogia che si è trovato uno strato di solfati misti grazie al Compact Reconnaissance Imaging Spectrometer for Mars e lo High-Resolution Imaging Science Experiment a bordo della sonda Mars Reconnaissance Orbiter. Il luogo di ritrovamento è situato a metà dei quasi 5 km di altezza delle pareti di Lus Chasma e l'estremità Ovest dell'intera struttura geologica.
Il team di scienziati è riuscito a mappare la jarosite, un tipo di minerale solfato acido, lungo la parete del canyon. Tutti i depositi di jarosite su Marte sono dovuti ad una possibile evaporazione di acqua in falda o lacustri. Gli scienziati hanno ipotizzato che in questo specifico deposito si sia verificato un fenomeno simile a quello riscontrato nelle isole Svalbard sulla Terra. In pratica lo zolfo atmosferico, intrappolato nel ghiaccio, quando viene riscaldato dalla luce solare reagisce con l'acqua producendo un tipo di minerali, chiamati solfati, altamente acidi: proprio come la jarosite riscontrata lungo i margini di questo ipotetico ghiacciaio.
| La valle Lus Chasma vista in un mosaico effetuato dalla sonda Mars Odyssey (Immagine presa da Media INAF) |
Fonte testi e immagini:Media INAF
Orione2000
martedì 9 settembre 2014
La sonda Cassini scatta una foto al satellite naturale Pan
Su Saturno, più precisamente nella divisione di Encke, orbita, apparentemente da solo, un satellite naturale di nome Pan. Effettivamente, il nome portato da questo satellite naturale è davvero appropriato: poiché esso deriva dal greco paein, ovvero "pascolare". Infatti, Pan è un "satellite pastore": ovvero un satellite che ha il "compito" di mantenere stabile un anello planetario, in questo caso quello di Saturno, pur modificandone la forma e estensione a causa delle interazioni gravitazionali. Inoltre la stessa ninfa Driope, madre del dio greco Pan, secondo il mito fuggì alla sua nascita per l'aspetto deforme del proprio figlio. Non che il satellite sia stato nominato così in base alla bruttezza, ma anche esso provoca l'allontanamento di vari corpuscoli che si trovano nel suo campo di azione.
| Nell'immagine possiamo vedere una fascia di vuoto nella quale orbita il piccolo satellite naturale Pan, il quale lo si può vedere come un piccolo punto bianco (Immagine presa da Media INAF) |
martedì 12 agosto 2014
A caccia di "esosatelliti"
| (Immagine presa da Media INAF) |
Ebbene, dei fisici di Arlington, Università del Texas, Stati Uniti, sono convinti che un' attenta analisi delle onde radio possa condurli a fare nuove scoperte.
martedì 15 luglio 2014
Europa vista a colori
| Europa vista a colori (Immagine presa da Media INAF) |
martedì 24 giugno 2014
Micropolveri sull'atmosfera di Marte
| Un immagine dell'atmosfera marziana (Immagine presa da Media INAF) |
sabato 21 giugno 2014
Anche su Mercurio si verificano le Hot Flow Anomaly
| Una rappresentazione di una HFA su Mercurio (Immagine presa da Media INAF) |
lunedì 16 giugno 2014
L'atmosfera di Titano ricreata in laboratorio
| (Immagine presa da Media INAF) |
Sorprendentemente i ricercatori sono riusciti ad individuare quelle sostanze sconosciute che la sonda Cassini ha scoperto nell'atmosfera di Titano nelle lunghezze d'onda del lontano infrarosso. Si è quindi scoperto che si tratta di una miscela di idrocarburi aromatici: comprendenti azoto e vari policiclici aromatici.
martedì 3 giugno 2014
La megaterra di HARPS-N
HARPS-N, lo spettrografo di alta precisione installato nel Telescopio Nazionale Galileo , il cui si trova a La Palma (Canarie), dell' Istituto di Astrofisica, ha trovato una megaterra con composizione simile al nostro pianeta: ma con la particolarità di possedere 17 masse terrestri. Questo spettrografo, inoltre, osserva la medesima area di cielo del telescopio spaziale Kepler.
giovedì 29 maggio 2014
Quando lava e acqua si incontrano...
| L'Arsia Mons (Immagine presa da Wikipedia) |
mercoledì 21 maggio 2014
Le aurore su Saturno causate dal collasso della coda magnetica
| Le aurore di Saturno viste da Hubble (Immagine presa da Media INAF) |
domenica 18 maggio 2014
Mercurio: mai stati così vicini
| Lo scatto della sonda Messenger all'incredibile altitudine di <200 km dalla superficie del pianeta (Immagine presa da Media INAF) |
venerdì 16 maggio 2014
La Great Red Spot di Giove si sta rimpicciolendo
| La Grande Macchia Rossa di Giove vista dall'Hubble Wide Field Camera 3 (Immagine presa da Media INAF) |
sabato 3 maggio 2014
Cassini scatta una foto ad Urano
| Urano visto dalla sonda Cassini (immagine presa dal sito Media INAF) |
mercoledì 30 aprile 2014
Un esopianeta da record.
| Immagine artistica di Beta Pictoris b (Immagine presa dal sito Media INAF) |
sabato 26 aprile 2014
La Top 8 dei misteri della Terra
| Immagine della Terra (Immagine presa dal sito www.meteoweb.eu) |
La giornalista Becky Oskin ha pubblicato un articolo su Livescience in occasione della Giornata mondiale della Terra, trovando 8 domande a cui gli scienziati dovranno trovare la soluzione nei prossimi anni.
giovedì 17 aprile 2014
Un esopianeta davvero speciale
In questo articolo parleremo di Kepler 186f,un esopianeta davvero speciale. Si tratta di un pianeta roccioso più grande solo del 10% in più rispetto alla Terra:ma la cosa che lo rende davvero speciale è che potrebbe scorrere acqua allo stato liquido e,come se non bastasse, si trova nel medesimo angolo della Via Lattea in cui ci troviamo noi. E la scoperta la dobbiamo al più celebre cacciatore di pianeti che esista: stiamo parlando di Kepler.
| Immagine artistica di Kepler 186f (Immagine presa dal sito Media INAF) |
mercoledì 16 aprile 2014
Delle orbite notevoli.
| Crediti:Goddard Space Flight Center (Immagine presa dal sito Media INAF) |
Alcuni scienziati della NASA e dell' Astrobiology Istitute hanno formulato un ipotesi davvero interessante: i pianeti abitabili potrebbero essere segnalati dalla loro rotazione,ovvero, i mondi che più di altri potrebbero ospitare la vita sono quelli con delle orbite piuttosto insolite. Alcuni esempi possono essere i pianeti che hanno iniziato a ruotare intorno al proprio asse in un senso e che dopo un periodo geologico relativamente breve hanno cambiato la direzione.
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