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lunedì 22 dicembre 2014

Il gruppo delle galassie vicine alla Via Lattea si allarga

Immagine in negativo della galassia nana KKs 3
(Immagine presa da Media INAF)
Di recente, una nuova galassia è entrata a far parte della  famiglia delle galassie vicine alla Via Lattea. Si chiama KKs 3 e si tratta di una galassia nana distante da noi 7 milioni di anni luce. La sua massa equivale a circa un decimillesimo della Via Lattea e a individuarla, con l'aiuto della Advanced Camera for Surveys (ACS) del telescopio spaziale Hubble, è stato Igor Karachentsev dello Special Astrophysical Observatory a Karachai-Cherkessia, in Russia, insieme al suo team.

domenica 26 ottobre 2014

Spuntino cosmico per un buco nero

(Immagine presa da Media INAF)
"Immenso Paradiso", proprio così viene denominato il superammasso di galassie di cui fa parte anche la Via Lattea. Ma in questa gigantesca regione di spazio ci sono degli oggetti che possono rendere la vita di alcune stelle davvero "infernale". E' proprio il caso di una stella, scoperta da un gruppo di scienziati della Ohio State University, che è riuscita a sfuggire da un buco nero prima di essere "divorata". Infatti, il gigantesco e massiccio oggetto è riuscito a mangiare solo una parte di questa sventurata stella.

giovedì 9 ottobre 2014

Quando le dimensioni non contano...

Ecco come apparirebbe da vicino il buco nero P13
(Immagine presa da Media INAF)
In questo articolo focalizziamo la nostra attenzione sulla galassia NGC 7793. Ai suoi confini, per la precisione, possiamo trovare un buco nero, chiamato P13, che possiede una caratteristica che lo distingue dagli altri buchi neri. Infatti, sembra che riesca a "mangiare" il gas di una stella più velocemente di quanto previsto. Pensate che si parla di un ritmo di 100 miliardi di miliardi di hot dog al minuto. Per essere precisi: questo buco nero riesce a divorare il gas di una stella vicina 10 volte più velocemente di quanto teorizzato.

mercoledì 3 settembre 2014

Osservando il comportamento delle tempeste solari sul campo magnetico terrestre

(Immagine presa da Media INAF)
Quello che noi chiamiamo "vento solare" si tratta di un viaggio lungo circa 150.000 km in cui prendono parte le particelle, radiazioni e campi magnetici che sono stati strappati al Sole e in viaggio nello spazio. C'è anche da dire che si trattano di flussi di plasma che gli scienziati che si occupano di meteorologia spaziale seguono con grande attenzione. In certi casi, questa attenzione potrebbe trasformarsi in un timore, soprattutto quando l'emissione è particolarmente intensa. Ma l'alterazione dell'attività geomagnetica non porta solamente a dar luogo alle spettacolari aurore polari, ma potrebbe causare disturbi ai satelliti in orbita e alle telecomunicazioni, senza contare l'eventuale black-out sulle linee elettriche della penisola scandinava. In uno studio recente, pubblicato anche sulle colonne del Journal of Geophysical Research, un gruppo di studiosi dimostra che quelle che in gergo vengono definite substorm possono essere "guidate" da una serie di processi che risultano completamente differenti da quelli finora ipotizzati.

mercoledì 27 agosto 2014

Trovata un'altra collisione fra galassie grazie ad una lente gravitazionale

Gli astronomi si sono serviti di una lente gravitazionale per
scoprire dettagli altrimenti impossibili da vedere. L'immagine
combina i dati ottenuti dal Telescopio Spaziale Hubble e dal
Keck II delle Hawaii (con l'uso di ottiche adattive)
(Immagine presa da Media INAF)
Utilizzando ALMA (Atacama Large Millimeter/ submillimeter Array) insieme ad altri telescopi sia terrestri che spaziali, è stata ottenuta un immagine davvero spettacolare e molto rara. Infatti, si tratta della migliore veduta di uno scontro fra due galassie avvenuto quando l'Universo vantava ben la metà degli anni che possiede oggi. Gli scienziati si sono serviti di una  lente gravitazionale grande quanto una galassia per scoprire dettagli che altrimenti sarebbero rimasti invisibili. Inoltre, nuovi studi che riguardano la galassia H-ATLAS J142935.3-002836 dimostrano che questo distante oggetto complesso assomiglia alla collisione locale più nota: le Galassie Antenne.

venerdì 11 luglio 2014

Osservata da Hubble la fusione di due galassie

Immagine della fusione di due galassie
(Immagine presa da Media INAF)
L'osservazione della fusione di due galassie non è affatto un evento comune nell'Universo: ma trovare due galassie ellittiche,ovvero delle galassie che non sono in grado di ospitare formazione stellare, e vederle fondersi  creando una catena di giovani stelle è ancora più improbabile. Eppure, l'immagine soprastante, scattata dal telescopio spaziale Hubble, ne è un esempio.

mercoledì 2 luglio 2014

Nel cuore di Gum 15

La nebulosa Gum 15
(Immagine presa da Media INAF)
La foto soprastante non è altro che la fantastica nebulosa Gum 15. Ottenuta grazie al WFI (Wide Field Imager), montato sul telescopio da 2,2 m dell'MPG/ESO (Osservatorio di La Silla, in Cile), Gum 15 si trova nella costellazione della Vela e dista da noi circa 3000 anni luce, ma la cosa che la rende particolare è la presenza di nascite di stelle calde e giovani. In tutta la loro bellezza si nasconde la loro letalità, infatti, avviandosi all'età adulta rappresentano la causa della morte della nebulosa stessa.

mercoledì 18 giugno 2014

Il Crazy Diamond si fa notare

Visione del cielo visto da AGILE
(Immagine presa da Media INAF)

Il buco nero supermasiccio che si trova al centro del quasar denominato 3C 454.3, il cui è distante oltre 7 miliardi di anni luce, attira l'attenzione di numerosi scienziati. I satelliti AGILE dell'ASI e Fermi della NASA hanno notato che il flusso di radiazione gamma sta man mano aumentando, fino a renderla la sorgente di raggi gamma più intensa del cielo. I ricercatori ne stanno seguendo l'evoluzione del fenomeno e sono riusciti a stimare la grandissima quantità di energia che è associata al getto di materia del buco nero che viene espulsa a velocità molto elevate.

giovedì 12 giugno 2014

Il campo magnetico terrestre contro il vento solare

I quattro satelliti dell'ESA nella missione Cluster
(Immagine presa da Media INAF)
L'Istituto svedese di fisica spaziale (IRF) di Uppsala ha scoperto una nuova caratteristica che riguarda la nostra stella: il vento solare, il cui è carico di particelle cariche che viaggia dal Sole sino ai pianeti del Sistema Solare, avendo la proprietà di portare con se parte del campo magnetico solare riuscirebbe ad attraversare il nostro campo magnetico.

venerdì 6 giugno 2014

L'elettrizzante storia della Piccola Nube di Magellano

Una porzione della Piccola Nube di Magellano vista in banda g
(Immagine presa da Media INAF)
In questo articolo parleremo della Piccola Nube di Magellano, chiamata anche SMC, la cui è distante 160.000 anni luce da noi ed è una galassia satellite della Via Lattea. Ma la SMC ha alcune particolarità che la rende davvero speciale: poiché le immagini di oggi ci mostrano SMC come una galassia poco evoluta, la cui è povera di elementi chimici più pesanti dell'elio ed è ricca di gas: caratteristiche molto simili a quelle delle galassie primordiali. Inoltre la Piccola Nube di Magellano sembra che interagisca con la sua compagna più vicina: la Grande Nube di Magellano (LMC) che, come suggerisce il nome, è più massiccia di SMC. In più SMC e LMC sono collegate fra loro da un "ponte" (chiamato Bridge in inglese) formato da gas e stelle.

mercoledì 4 giugno 2014

Osservando i campi magnetici dei buchi neri

Simulazione al computer di un buco nero
in giallo: gas che precipita all'interno del buco nero
nei getti sono presenti anche le raffigurazioni del campo
magnetico
(Immagine presa da Media INAF)
La prima cosa che pensiamo quando immaginiamo un campo di forza attorno ai buchi neri, sulla linea dell'orizzonte degli eventi, immediatamente ci viene scontato pensare ad un immensa forza gravitazionale. Cosa giusta: visto che questa forza è in grado di deviare perfino la luce. Ma non ci viene altrettanto scontato da pensare al campo magnetico che si trova attorno a questi buchi neri. Ebbene, a svelarlo sono l'array di radiotelescopi VLBA, i cui risultati sono stati pubblicati da ricercatori del Max Planck Institute for Radio Astronomy di Monaco e del Lawrence Berkeley National Laboratory che si trova in California.

sabato 31 maggio 2014

Scoperta l'origine di una magnetar?

Immagine artistica di una magnetar
(Immagine presa da news.nationalgeographic.com)
In questo articolo parleremo di una stella molto particolare, che deve il suo nome al suo potentissimo campo magnetico. Basta prendere un cucchiaino di quella materia per raggiungere il miliardo di tonnellate: stiamo parlando delle magnetar.

Queste stelle sono delle "stelle di neutroni" la cui emissione di raggi X le rendono fra gli oggetti più energetici della nostra galassia.

Ma quale è la loro vera storia? Quali sono le loro origini? Da 35 anni gli scienziati hanno cercato di trovare la soluzione a queste domande, ma senza successo.

mercoledì 28 maggio 2014

Materia oscura e buchi neri nascosti: WISE ne sa qualcosa

I buchi neri supermassicci che si trovano all'interno delle
 galassie si distinguono in esposti e in nascosti
(Immagine presa da Media INAF)
170.000 il numero di buchi neri supermassicci attivi osservati dal telescopio WISE. Il nuovo studio si concentra sui Nuclei Galattici Attivi (di cui ne abbiamo parlato in questa news di Aprile), poiché sono molto "affamati" e si nutrono in gran parte dei gas che li circondano. Questa ricerca ha fatto in modo di mettere in discussione una vecchia teoria.

lunedì 26 maggio 2014

Getti dorati nella Nube del Compasso

Regione della Nube del Compasso
Location di questo nuovo articolo è la Nube del Compasso (Circinus), ovvero una nube molecolare comprendente 250.000 masse solari in cui non è raro trovare stelle in formazione. In questo "asilo" stellare possiamo trovare anche la giovanissima stella IRAS 14568-6304, circondata da una nube di polveri e gas dorata. La Nube del Compasso è divisa in due regioni dalla stazza di circa 5.000 masse solari ciascuna, definite Circinus Ovest e Circinus Est, dove la nascita stellare è la normalità.

giovedì 22 maggio 2014

La fine di una stella di Wolf-Rayet

A sinistra la galassia UGC 9379, a destra la supernova SN2013cu
(Immagine presa da Media INAF)
Il telescopio Palomar, in California, la stava aspettando: nome in codice della missione iPTF. Finalmente, il 3 Maggio 2013, il telescopio Palomar osserva in diretta,dopo 360 milioni di anni di viaggio, la luce della supernova SN2013cu, una del tipo IIb.

Ma non si trattava di una stella normale, ma si trattava bensì di una stella di Wolf-Rayet. Queste stelle si caratterizzano per la loro elevata massa (Oltre 20 volte quella del Sole) e sono molto calde (circa 5 volte più calde della nostra stella): ma la caratteristica che le rende uniche è che sono molto rare.

sabato 17 maggio 2014

Le Giganti Rosse non hanno limiti

La galassia M95
(Immagine presa da Media INAF)
La supernova SN 2012aw , esplosa nella galassia M95 nel Marzo del 2012, ha interessato un team internazionale di 42 astronomi che come guida hanno i ricercatori dell'Osservatorio dell'INAF di Capodimonte. La domanda che si sono posti questi scienziati è la seguente: quanto può essere grande una Gigante Rossa per diventare una supernova?

mercoledì 14 maggio 2014

HD 162826: la sorella del Sole

La stella HD 162826
(immagine presa da hngn.com)
La stella HD 162826 è considerata una sorella del Sole, poiché, secondo le sue caratteristiche, si è formata nella stessa regione dello spazio e nella medesima nube molecolare da cui si è formata anche la nostra stella. E a pensare che tra HD 162826 e noi ci separano 110 anni luce. La stella si trova nella costellazione di Ercole ( che si trova vicino alla costellazione della Lira) e con l'ausilio di un binocolo la si può individuare.

martedì 13 maggio 2014

La formazione stellare nelle galassie in collisione

Fotogramma della simulazione dello scontro delle galassie Antenne.
La formazione stellare è più alta nelle regioni più dense.
(Immagine presa da Media INAF)
E' risaputo che se bisogna cercare un luogo nello spazio con un alto tasso di formazione stellare bisogna cercare proprio le galassie in collisione fra loro. Per molti, infatti, è abbastanza logico cercare in queste zone dello spazio: poiché si presume che sia il luogo dove è più facile che si avvii il collasso gravitazionale che da il via alla formazione stellare. Ma pensandoci bene, la situazione può essere più complicata del previsto: infatti, nelle galassie in collisione si creano moti turbolenti e casuali dei gas che dovrebbero rallentare o fermare il processo di formazione stellare.

sabato 10 maggio 2014

Le stelle giovani provengono dall'interno degli ammassi stellari

La nebuolosa Fiamma
(Immagine presa da Wikipedia)

Da un progetto chiamato Massive Young Stars-Forming Complex Study in Infrared and X-ray è nnata una ricerca che ha permesso di capire qualcosa in più sulla formazione stellare. La ricerca ha fatto affidamento sui dati presi dall'osservatorio orbitante Chandra, creato per studiare le emissioni di raggi X ad alta energia provenienti dallo spazio. I dati della ricerca, per complicare le cose, non coincidono con le teorie finora sviluppate.

giovedì 8 maggio 2014

Le stelle iperveloci viste da LAMOST

Stella iperveloce che si allontana da una galassia
simile alla Via Lattea
(Immagine artistica presa da Media INAF)
In questo articolo parleremo delle stelle iperveloci, oggetti davvero particolari quanto la causa delle loro elevate velocità. Un team di ricerca cino-statunitense, guidato da astronomi dell' University of Utah, è riuscito a trovare una di queste stelle iperveloci con delle incredibili caratteristiche. Infatti si tratterebbe della stella iperveloce più vicina a noi, seconda per luminosità e terza per grandezza. Tutti questi risultati sonon stati pubblicati dalla rivista Astrophysical Journal Letters.