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venerdì 20 marzo 2015

L'eclissi di Sole di primavera

Una serie di foto che ritraggono l'eclissi di stamattina (immagine presa da Media INAF)

Non accadeva da oltre 100 anni e per osservare di nuovo il Sole oscurarsi in coincidenza con l'Equinozio di Primavera dovremo aspettare per altri 100 anni. Una coincidenza simile a questa accadrà nel 2038: quando il Sole sarà eclissato dalla Luna durante il Solstizio d'Estate.

mercoledì 3 settembre 2014

Osservando il comportamento delle tempeste solari sul campo magnetico terrestre

(Immagine presa da Media INAF)
Quello che noi chiamiamo "vento solare" si tratta di un viaggio lungo circa 150.000 km in cui prendono parte le particelle, radiazioni e campi magnetici che sono stati strappati al Sole e in viaggio nello spazio. C'è anche da dire che si trattano di flussi di plasma che gli scienziati che si occupano di meteorologia spaziale seguono con grande attenzione. In certi casi, questa attenzione potrebbe trasformarsi in un timore, soprattutto quando l'emissione è particolarmente intensa. Ma l'alterazione dell'attività geomagnetica non porta solamente a dar luogo alle spettacolari aurore polari, ma potrebbe causare disturbi ai satelliti in orbita e alle telecomunicazioni, senza contare l'eventuale black-out sulle linee elettriche della penisola scandinava. In uno studio recente, pubblicato anche sulle colonne del Journal of Geophysical Research, un gruppo di studiosi dimostra che quelle che in gergo vengono definite substorm possono essere "guidate" da una serie di processi che risultano completamente differenti da quelli finora ipotizzati.

martedì 8 luglio 2014

Osservando la cometa C/2012 K1 grazie a NEOWISE

Una serie di immagini che raffigurano la cometa
C/2012 K1 vista all'infrarosso
(Immagine presa da Media INAF)
L'immagine che possiamo vedere a sinistra è la cometa C/2012 K1, conosciuta con il nome di Pan- STARRS: il quale è una sigla di un progetto di indagine astronomica chiamata Panoramic Survey Telescope & Rapid Response System , che si trova nelle Hawaii. La cometa è stata scoperta nel Maggio del 2012 e proviene dalla lontana nube di Oort, la quale  possiamo definire un vero e proprio "serbatoio" di comete che si trova ai confini del Sistema Solare. Ebbene, la cometa C/2012 K1 si trovava a 230 milioni di chilometri dalla Terra nel momento in cui la missione NEOWISE ha fotografato ripetutamente l'oggetto celeste. Nella fotografia, però, troviamo anche la galassia a spirale NGC 3726: che è lontana ben 55 milioni di anni luce dalla Terra.

giovedì 26 giugno 2014

La corona solare è più grande di quanto pensiamo

Immagine del Sole ripresa dalla sonda STEREO
(Immagine presa da Media INAF)
La porzione più esterna dell'atmosfera solare è chiamata corona solare. Ebbene, grazie alle osservazioni eseguite dalla sonda STEREO della NASA: i nuovi limiti raggiungono la notevole distanza di 8 milioni di chilometri dalla superficie solare. Questi risultati sono molto utili per capire il limite interno dell'eliosfera, ovvero la bolla di plasma che viene generata dal vento solare e ingloba anche la nostra Terra: tracciando il Sistema Solare in tutta la sua interezza.

giovedì 12 giugno 2014

Il campo magnetico terrestre contro il vento solare

I quattro satelliti dell'ESA nella missione Cluster
(Immagine presa da Media INAF)
L'Istituto svedese di fisica spaziale (IRF) di Uppsala ha scoperto una nuova caratteristica che riguarda la nostra stella: il vento solare, il cui è carico di particelle cariche che viaggia dal Sole sino ai pianeti del Sistema Solare, avendo la proprietà di portare con se parte del campo magnetico solare riuscirebbe ad attraversare il nostro campo magnetico.

venerdì 18 aprile 2014

Cosa c'è sotto la superficie solare?

Il nostro Sole visto in due modi differenti. A destra le parti più scure sono zone
magnetiche piccole,mentre quelle rosse o gialle sono zone magnetiche più attive.
(Immagine presa dal sito Media INAF)
"Cosa succede all'interno del Sole?":è questa la domanda che si sono posti diversi scienziati. Sapere cosa succede sotto la superficie solare ci aiuterebbe tantissimo: infatti, si potrebbero prevedere con maggiore precisione e anticipo le tempeste solari. Ma come si possono osservare le attività che avvengono al suo interno? Il sistema usato sino ad ora era l'eliosismologia: che consisteva nel misurare il tempo necessario alle onde di arrivare alle estremità della nostra stella. Ma oggi possiamo tranquillamente fare affidamento allo Helioseismic Magnetic Imager e all' Atmospheric Imaging Assembly: due strumenti appartenenti al  SDO, il Solar Dynamics Observatory.