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domenica 26 ottobre 2014

Spuntino cosmico per un buco nero

(Immagine presa da Media INAF)
"Immenso Paradiso", proprio così viene denominato il superammasso di galassie di cui fa parte anche la Via Lattea. Ma in questa gigantesca regione di spazio ci sono degli oggetti che possono rendere la vita di alcune stelle davvero "infernale". E' proprio il caso di una stella, scoperta da un gruppo di scienziati della Ohio State University, che è riuscita a sfuggire da un buco nero prima di essere "divorata". Infatti, il gigantesco e massiccio oggetto è riuscito a mangiare solo una parte di questa sventurata stella.

Questo fatto è avvenuto in una galassia, che fa parte del superammasso di galassie Laniakea, posta a circa 650 milioni di anni luce da noi in direzione della costellazione dell'Orsa Maggiore. Se sappiamo di questo evento lo dobbiamo all'Automated Survey All- Sky per Supernovae (ASAS-SN): un sistema di telescopi che scandagliano il cielo in modo automatico per scoprire fenomeni transienti che avvengono nel cosmo, come, appunto, le supernovae. E proprio come supernova è stata classificata, il 25 Gennaio scorso, questa improvvisa apparizione luminosa intravista fra le stelle dell'Orsa Maggiore. Ma analizzando attentamente la curva di luce di questo evento, i ricercatori hanno iniziato a pensare che questo avvenimento, inizialmente classificato come supernova, potesse anche avere un origine totalmente diversa.

Effettivamente, questi sospetti si rivelarono fondati e grazie a vari telescopi da Terra, come il robotico McDonald Observatory da 1 metro, il telescopio Liverpool da 2 metri, l' Apache Point da 3,5 metri e il Large Binocular Telescope, con l'aiuto dello strumento UVOT montato a bordo del satellite della NASA Swift e grazie ai dati d'archivio della Sloan Digital Sky Survey, si è riusciti a capire la vera origine di questo evento. Infatti, grazie a queste ulteriori indagini, si è potuto concludere che questo improvviso bagliore fosse causato da una TDE (Tidal Disruption Event), ovvero da un evento di distruzione mareale. In pratica, questa stella si è avvicinata ad un buco nero e una parte del suo gas è precipitato all'interno di esso. E proprio quando questo gas stava per essere ingoiato dal buco nero, esso si è riscaldato a tal punto da emettere un enorme quantità di radiazione che noi siamo riusciti a captare.

Calcolando la quantità di energia rilasciata durante questo avvenimento si è stimato che la quantità di materia che il buco nero è riuscito a catturare da questa stella sia pari a un millesimo della massa del nostro Sole o quella che all'incirca possiede il gigante gassoso Giove.

Possiamo dire che questo tipo di evento è piuttosto raro, ma possiamo altrettanto dire che l'evento captato dall' ASAS-SN sia stato soltanto un colpo di fortuna?

<<Si potrebbe dire che siamo stati fortunati, ma quando questi episodi fortunati si ripetono, vuol dire che stai facendo un buon lavoro. Probabilmente la frequenza di questi fenomeni è più alta di quanto ci aspettassimo, e quindi dovremmo vederne molti di più in futuro. Addirittura forse più di uno ogni anno o due>>
Afferma Krzysztof Stanek, professore della Ohio State University che ha partecipato allo studio.
 
Fonte testi e immagini:Media INAF
 
Orione2000