| La galassia M95 (Immagine presa da Media INAF) |
Le stelle che hanno una massa di circa 8-10 masse solari sono destinate a esplodere come Supernova. Questo avviene perché all'interno di queste stelle, negli ultimi processi di fusione nucleare, si crea un nucleo di ferro: che non produce più energia dalla fusione nucleare. Così la stella diventa altamente instabile e le parti centrali collassano su se stesse per effetto della forza gravitazionale non più controbilanciata dalla pressione della stella. Quando una di queste stelle esplodono come Supernova i gas che liberano viaggiano nell'ordine dei 10.000 km/s. Massimo Dall'Ora ci spiega meglio alcuni dettagli:
<<Conoscere con esattezza la massa limite che una stella deve avere per poter esplodere come Supernova è importante per testare le nostre conoscenze sulla evoluzione delle stelle massicce. L'esplosione di queste stelle determina l'evoluzione chimica delle galassie che le ospitano, l'interazione fra il materiale espulso dall'esplosione con le nubi di gas e polveri circostanti ne causa il loro collasso favorendo la nascita di nuove stelle sistemi planetari. Infine sono le esplosioni di Supernovae a immettere nello spazio gli elementi chimici più pesanti, essenziali per la vita>>.
Si riteneva che supernovae di questo tipo, conosciute anche come "tipo II plateau", potessero essere generate da stelle che avevano una massa di 15 masse solari: poiché supernovae del genere causate da stelle con massa maggiore non se ne erano ancora osservate.
<<Lo studio sulla SN 2012aw ci ha colto di sorpresa,la nostra analisi ci ha portato a concludere che la stella progenitrice di SN 2012aw ha una massa nettamente superiore, almeno 20 volte quella del Sole. E, da immagini pre-esplosione dall'archivio del telescopio spaziale Hubble,sapevamo che la stella progenitrice era una Gigante Rossa. Questo risultato ha importanti implicazioni per la comprensione dei meccanismi che conducono alla perdita di massa nelle stelle massicce>>. Dice Maria Teresa Botticella, una delle autrici dello studio.
Per effettuare questo studio sono stati utilizzati tredici telescopi da terra, ciascuno comprendente la propria
| Immagine artistica del satellite Swift (Immagine di swift.asdc.asi.it) |
Molti dei dati che sono stati raccolti sono stati utilizzati nel contesto del progetto PESSTO, che sarebbe una survey pubblica dell 'ESO. Questo progetto ha come obiettivo principale quello dello studio spettroscopico delle Supernovae e delle nuove classi di fenomeni transienti, che sono stati scoperti grazie ai rilevatori a grande campo di nuova generazione, che spesso sono di natura misteriosa.
Con il New Technology Telescope, il telescopio da 3.5 metri dell'ESO, sta raccolgiendo una legacy di spettri ottici e infrarossi.
Fonte testi:Media INAF
Fonte immagini: swift.asdc.asi.it e Media INAF
Orione2000