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sabato 31 maggio 2014

Scoperta l'origine di una magnetar?

Immagine artistica di una magnetar
(Immagine presa da news.nationalgeographic.com)
In questo articolo parleremo di una stella molto particolare, che deve il suo nome al suo potentissimo campo magnetico. Basta prendere un cucchiaino di quella materia per raggiungere il miliardo di tonnellate: stiamo parlando delle magnetar.

Queste stelle sono delle "stelle di neutroni" la cui emissione di raggi X le rendono fra gli oggetti più energetici della nostra galassia.

Ma quale è la loro vera storia? Quali sono le loro origini? Da 35 anni gli scienziati hanno cercato di trovare la soluzione a queste domande, ma senza successo.
Ma ecco che un team della Open University ha formulato una teoria per spiegare l'origine di queste bizzarre quanto interessanti stelle. Ad annunciarlo è stato l'ESO (European Southern Observatory) qualche settimana fa.

Il team capitanato da Simon Clark ha preso in considerazione una magnetar particolare: dista 16.000 anni luce da noi, si trova nell'ammasso Westerlund 1 (appartenente alla Via Lattea) il cui è il più massivo del Gruppo Locale di galassie. La magnetar in questione si chiama CXOU J164710.2-455216. Paolo Esposito, esperto di magnetar, commenta:

<<Se la magnetar J1647 fa parte della ammasso Westerlund 1, e si direbbe di sì, è molto probabile che sia nata da una stella massiccia che si trovava in un sistema binario, poi distrutto dall'esplosione di supernova , che ha scagliato via la stella compagna>>.

A quanto pare questa magnetar non era da sola, ma aveva affianco una compagna con cui ha interagito. Infatti, ad un certo punto, la stella più grande ha iniziato a trasferire materia alla stella più piccola: con conseguenza l'aumento della velocità di rotazione (elemento fondamentale per generare campi magnetici nelle stelle di neutroni).

Il trasferimento di massa si rivelerebbe quindi una fase fondamentale per la nascita di una magnetar.

Dopo aver ricostruito questo sistema rimaneva ancora una domanda da risolvere: dove era finita la compagna di questa magnetar? Gli astronomi hanno allora iniziato subito a perlustrare l'ammasso stellare con il VLT (Very Large Telescope) per trovare la "superstite". I ricercatori sapevano soltanto alcuni dettagli: che era una stella iperveloce schizzata via da un esplosione di supernova.

Infatti, ultimo atto della formazione di una magnetar, sarebbe l'esplosione di supernova della seconda stella.

<<Il gruppo di Clark , passando al setaccio Westerlund 1 con gli strumenti dell' ESO/VLT, ha trovato una stella, Wd 1-5, che ha tutte le carte in regola per essere la "sopravvissuta". Tra queste caratteristiche, ci sono una velocità elevata e una composizione chimica inusuale>> spiega Esposito.

La stella Wd 1-5, che sta per Westerlund 1-5 , sembra proprio essere la stella ricercata.

<< E' davvero una ricerca bellissima ed è tutto plausibile. Forse Clark e colleghi hanno davvero individuato il canale di formazione, se non di tutte le magnetar, per lo meno di quella di Westerlund 1>> continua il ricercatore INAF.

Ma rimangono alcuni punti da chiarire: << Per esempio, il meccanismo di formazione dei campi magnetici delle magnetar (e di tutte le stelle di neuroni in generale)e i dettagli dell'evoluzione delle due stelle neel sistema binario>> dice Esposito.

Rimane da chiarire anche l'età della magnetar: <<Non ne abbiamo un stima precisa. E questo rende ancor più difficile dire con certezza se questi due oggetti, ognuno dei quali ha perso tempo fa una compagna, siano mai stati davvero una coppia>>  conclude Esposito.

Fonte testi:Media INAF
Fonte immagini: news.nationalgeographic.com

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