| I quattro satelliti dell'ESA nella missione Cluster (Immagine presa da Media INAF) |
Secondo i ricercatori svedesi quando due zone di plasma con diverso orientamento del campo magnetico si scontrano, le strutture di queste ne risultano alterate. Tra l'altro l'interazione fra i due campi magnetici potrebbe alimentare un eruzione della superficie della stella oppure può far cambiare l'energia del vento solare: dando origine alle aurore polari (spettacolari colori nel cielo nelle notti polari).
| Rappresentazione del campo magnetico terrestre (Immagine presa da Wikipedia) |
Il team che ha svolto questa ricerca si è servito dei dati dei quattro satelliti dell'ESA nell'ambito della missione Cluster. Questi satelliti riescono a monitorare e misurare in modo tridimensionale l'interazione fra il campo magnetico della Terra e il vento solare.
<<Con due satelliti a poche decine di chilometri di
distanza l’uno dall’altro possiamo fare misurazioni molto dettagliate della
regione in cui vento solare incontra il campo magnetico terrestre e capire cosa
succeda al plasma ad altezze di 60.000km sulla superficie terrestre>> spiega Daniel Graham, primo autore di uno studio che prende in considerazione le riconnessioni di forma asimmetrica.
Il surriscaldamento degli elettroni che sono paralleli al campo magnetico insieme alle riconnessioni del campo magnetico suscitano particolare interesse: <<È un pezzo chiave per ricomporre il puzzle del
fenomeno di riconnessione magnetica, le particelle cariche vengono accelerate
mentre particelle da diverse regioni possono mescolarsi tra di loro>> continua Graham. Inoltre la misura dettagliata del campo magnetico terrestre potrebbe servire anche per capire meglio la fisica dei reattori a fusione terrestri o in regioni lontane dello spazio che con le nostre tecnologie non possiamo raggiungere con i satelliti odierni.
Fonte testi: Media INAF
Fonte immagini: Wikipedia e Media INAF
Orione2000