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giovedì 12 giugno 2014

Il campo magnetico terrestre contro il vento solare

I quattro satelliti dell'ESA nella missione Cluster
(Immagine presa da Media INAF)
L'Istituto svedese di fisica spaziale (IRF) di Uppsala ha scoperto una nuova caratteristica che riguarda la nostra stella: il vento solare, il cui è carico di particelle cariche che viaggia dal Sole sino ai pianeti del Sistema Solare, avendo la proprietà di portare con se parte del campo magnetico solare riuscirebbe ad attraversare il nostro campo magnetico.
Secondo i ricercatori svedesi quando due zone di plasma con diverso orientamento del campo magnetico si scontrano, le strutture di queste ne risultano alterate. Tra l'altro l'interazione fra i due campi magnetici potrebbe alimentare un eruzione della superficie della stella oppure può far cambiare l'energia del vento solare: dando origine alle aurore polari (spettacolari colori nel cielo nelle notti polari).

Rappresentazione del campo magnetico terrestre
(Immagine presa da Wikipedia)
Inoltre, quando si scontrano due regioni di plasma che possiedono un densità, una temperatura e una forza del campo magnetico equivalenti, ma hanno orientamento diverso, si  ha allora una riconnessione simmetrica. Questo tipo di scontri avvengono soprattutto dove si trovano diversi tipi di plasma: come quando il vento solare incontra le zone intorno alla Terra.

Il team che ha svolto questa ricerca si è servito dei dati dei quattro satelliti dell'ESA nell'ambito della missione Cluster. Questi satelliti riescono a monitorare e misurare in modo tridimensionale l'interazione fra il campo magnetico della Terra e il vento solare.

<<Con due satelliti a poche decine di chilometri di distanza l’uno dall’altro possiamo fare misurazioni molto dettagliate della regione in cui vento solare incontra il campo magnetico terrestre e capire cosa succeda al plasma ad altezze di 60.000km sulla superficie terrestre>> spiega Daniel Graham, primo autore di uno studio che prende in considerazione le riconnessioni di forma asimmetrica.

Il surriscaldamento degli elettroni che sono paralleli al campo magnetico insieme alle riconnessioni del campo magnetico suscitano particolare interesse: <<È un pezzo chiave per ricomporre il puzzle del fenomeno di riconnessione magnetica, le particelle cariche vengono accelerate mentre particelle da diverse regioni possono mescolarsi tra di loro>> continua Graham. Inoltre la misura dettagliata del campo magnetico terrestre potrebbe servire anche per capire meglio la fisica dei reattori a fusione terrestri o in regioni lontane dello spazio che con le nostre tecnologie non possiamo raggiungere con i satelliti odierni.

Fonte testi: Media INAF
Fonte immagini: Wikipedia e Media INAF

Orione2000