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sabato 10 maggio 2014

Le stelle giovani provengono dall'interno degli ammassi stellari

La nebuolosa Fiamma
(Immagine presa da Wikipedia)

Da un progetto chiamato Massive Young Stars-Forming Complex Study in Infrared and X-ray è nnata una ricerca che ha permesso di capire qualcosa in più sulla formazione stellare. La ricerca ha fatto affidamento sui dati presi dall'osservatorio orbitante Chandra, creato per studiare le emissioni di raggi X ad alta energia provenienti dallo spazio. I dati della ricerca, per complicare le cose, non coincidono con le teorie finora sviluppate.
Le vecchie teorie prevedono che in una nube di gas e polveri, quando si condensa, la regione centrale raggiunge delle temperature e delle pressioni tali da avviare il processo di formazione stellare. Questo faceva pensare che, per logica, all'interno della nube si trovassero le stelle che si erano formate prima: quindi le più vecchie. Ma i dati di Chandra non sembra che confermino questa teoria.

Gli'oggetto preso in considerazione è NGC 2024, ammasso stellare che si trova all'interno della Nebulosa Fiamma e l'ammasso stellare che si trova nella Nebulosa di Orione. I dati dicono che le stelle più anziane si trovino all'esterno di questi ammassi, esattamente il contrario di quanto si pensi.

Secondo il ricercatore della Penn State University Kostantin Getmman bisognerebbe formulare nuove teorie sulla formazione stellare all'interno degli ammassi.
Immagine artistica del Telescopio Spaziale Chandra
(Immagine presa da space.com)

Il team guidato da Getman ha usato due fasi per trovare l'età delle stelle: in primo luogo è stata trovata la
massa di queste stelle grazie ai raggi X studiati da Chandra. Nella seconda fase si è osservata la stessa stella all'infrarosso, grazie a i dati forniti dai telescopi a terra e grazie al telescopio spaziale Spitzer. Combinando i due dati il team è riuscito a stimare l'età delle stelle.

I risultati sono sorprendenti: infatti, l'età media stimata delle stelle all'interno dell'ammasso NGC 2024 è di 200.000 anni, mentre quella delle stelle più esterne all'ammasso è di circa 1 milione e mezzo di anni, 2 milioni nei margini estremi.

Da questi risultati si capisce che le vecchie teorie sono ormai superate e che occorrerebbe sviluppare modelli più composti sui dati che si sono rilevati. Grazie ai risultati di questo studio si sono formulate ben 3 ipotesi:

  1. Si pensa che le stelle vengano formate all'intero dell'ammasso, dove si trovano pressioni elevate. Se la densità scende sotto la soglia che permette la formazione stellare, si vedrà prima interrompere quest ultima nelle regione periferiche, per poi continuare a interrompersi verso il centro. Questo spiegherebbe la presenza di stelle più giovani all'interno dell'ammasso.
  2. Le stelle più anziane hanno avuto più tempo a disposizione per allontanarsi dal centro dell'ammasso. Forse questo allontanamento potrebbe essere causato dall'interazione con altre stelle all'interno dell'ammasso stesso.
  3. La formazione stellare avviene all'interno dei massicci filamenti gassosi che precipitano verso il centro dell'ammasso.
Altri studi sono stati condotti precedentemente sulla Nebulosa di Orione, troppo limitati per essere significativi, avrebbero già fornito degli indizi su questa caratteristica che si è trovata negli ammassi stellari. Quindi lo studio condotto dal team della Penn State University fornisce la prima effettiva prova di questa distribuzione delle stelle nella Nebulosa Fiamma. Il prossimo obbiettivo sarà quello di trovare altri ammassi di questo genere per trovare conferma delle osservazioni finora effettuate e trovare l'ipotesi che risulta più adatta a questa nuova scoperta.

Fonte testi:Media INAF
Fonte immagini: Wikipedia e space.com

Orione2000