Pagine

giovedì 9 ottobre 2014

Quando le dimensioni non contano...

Ecco come apparirebbe da vicino il buco nero P13
(Immagine presa da Media INAF)
In questo articolo focalizziamo la nostra attenzione sulla galassia NGC 7793. Ai suoi confini, per la precisione, possiamo trovare un buco nero, chiamato P13, che possiede una caratteristica che lo distingue dagli altri buchi neri. Infatti, sembra che riesca a "mangiare" il gas di una stella più velocemente di quanto previsto. Pensate che si parla di un ritmo di 100 miliardi di miliardi di hot dog al minuto. Per essere precisi: questo buco nero riesce a divorare il gas di una stella vicina 10 volte più velocemente di quanto teorizzato.
L'oggetto in questione si trova ad una distanza di circa 12.000.000 di anni luce dal nostro pianeta. Il gas che questo buco nero divora diventa sempre più caldo e sempre più brillante. Roberto Soria dell'ICRAR (International Centre of Radio Astronomy Research) ha detto che gli scienziati hanno notato questo buco nero poiché appariva più luminoso del normale e sembrava che esso fosse piuttosto grande.


<<Si è sempre pensato che la velocità massima alla quale un buco nero possa inghiottire gas e produrre luminosità fosse strettamente legata alla sua dimensione. Quindi era logico supporre che P13 fosse più grande rispetto ad altri buchi neri>>dice lo stesso Roberto Soria.

Invece, i ricercatori hanno scoperto che questo buco nero risulta più piccolo del previsto, ma possiede una luminosità pari a circa un milione di volte più luminoso rispetto alla nostra stella.

<<Non c’è davvero un limite o uno standard come pensavamo: i buchi neri possono effettivamente consumare più gas e produrre più luce nonostante le dimensioni a volte ridotte>> spiega Soria.

(Immagine presa da Media INAF)
Questo buco nero sta "divorando" una stella che risulta 20 volte più pesante del nostro Sole. Inoltre, gli scienziati hanno notato che un lato della stella in questione risultava più luminoso rispetto all'altro, poiché era ulteriormente illuminato dai raggi X provenienti dal buco nero. Così, i ricercatori stanno continuando a stabilire il tempo di rotazione che i due oggetti impiegano per effettuare una rotazione l'uno attorno all'altro (tempo stimato a 64 giorni), ad una creazione di un modello della velocità dei due oggetti e ad uno studio della forma dell'orbita.

<<Da qui in poi abbiamo capito che il buco nero ha una massa non superiore alle 15 masse del solari>> dice il ricercatore dell'ICRAR.

Inoltre, egli ha sottolineato che un buco nero del genere potrebbe prosciugare una stella gigante in meno di un milione di anni.

Fonte testi e immagini:Media INAF

Orione2000