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martedì 13 maggio 2014

La formazione stellare nelle galassie in collisione

Fotogramma della simulazione dello scontro delle galassie Antenne.
La formazione stellare è più alta nelle regioni più dense.
(Immagine presa da Media INAF)
E' risaputo che se bisogna cercare un luogo nello spazio con un alto tasso di formazione stellare bisogna cercare proprio le galassie in collisione fra loro. Per molti, infatti, è abbastanza logico cercare in queste zone dello spazio: poiché si presume che sia il luogo dove è più facile che si avvii il collasso gravitazionale che da il via alla formazione stellare. Ma pensandoci bene, la situazione può essere più complicata del previsto: infatti, nelle galassie in collisione si creano moti turbolenti e casuali dei gas che dovrebbero rallentare o fermare il processo di formazione stellare.


Il Supercomputer Curie
(Immagine presa da datacenterdynamics.com)
A Saclay, nei dintorni di Parigi, in Francia, una gruppo di scienziati guidato da Florent Reanaud delrun di simulazione per analizzare una estensione di spazio di 300.000 anni luce,, ci sono volute 12 milioni di ore di calcolo di 1440 processori da 8 core del Supercomputer Curie. Anche il computer SuperMUC di Garching, vicino a Monaco, in Germania, ha dedicato 8 milioni di ore di calcolo. Grazie a questi mesi di tempo utilizzati per calcolare accuratamente il comportamento delle galassie si è arrivati a livelli di dettaglio estremi: stiamo parlando di risoluzione al di sotto dell'anno luce.
laboratorio AIM del CNRS, hanno deciso di vederci chiaro su questi eventi e sulle conseguenze che comportano alla formazione stellare. Il team si è servito di una simulazione al calcolatore  in cui hanno preso in considerazione l'evoluzione di una galassia simile alla nostra e una coppia di galassie interagenti chiamate "Le Antenne". Con il primo

Grazie a queste simulazioni si è riusciti a spiegare l'aumento del tasso di formazione stellare nelle galassie in collisione. Si è scoperto che questa interazione provoca il movimento di gas in modo caotico o meno in cui si creano delle zone dove risulta più facile comprimere gli stessi. In poche parole, si vanno a creare delle regioni dove il gas è più denso, creando maggiore probabilità che si vadano a formare delle stelle.

<<Il nostro lavoro rappresenta un grande passo verso la comprensione dei processi di formazione stellare e questo quasi completamente grazie ai progressi ottenuti nel campo dell’elaborazione dati su larga scala. I supercomputer ci stanno aiutando a rivelare la natura delle galassie e di ciò che contengono con dettagli sempre più piccoli, aiutando gli astronomi a ricostruire tutta la loro storia>>spiega Florent.