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sabato 31 maggio 2014

Scoperta l'origine di una magnetar?

Immagine artistica di una magnetar
(Immagine presa da news.nationalgeographic.com)
In questo articolo parleremo di una stella molto particolare, che deve il suo nome al suo potentissimo campo magnetico. Basta prendere un cucchiaino di quella materia per raggiungere il miliardo di tonnellate: stiamo parlando delle magnetar.

Queste stelle sono delle "stelle di neutroni" la cui emissione di raggi X le rendono fra gli oggetti più energetici della nostra galassia.

Ma quale è la loro vera storia? Quali sono le loro origini? Da 35 anni gli scienziati hanno cercato di trovare la soluzione a queste domande, ma senza successo.

giovedì 29 maggio 2014

Quando lava e acqua si incontrano...

L'Arsia Mons
(Immagine presa da Wikipedia)
Da un incontro fra lava e ghiaccio si sono generati, 210 milioni di anni fa, due laghi dalla capacita di circa 40 e 20 chilometri cubici d'acqua. Il luogo dove è avvenuto questo evento è nell' Arsia Mont: montagna appartenente a Marte. La cosa più sorprendente è che questo ambiente sarebbe stato adatto ad ospitare forme di vita. Questi i risultati di una ricerca condotta da geologi della Brown University di Providence, in collaborazione con il Lancaster Environmental Centre del Regno Unito.

mercoledì 28 maggio 2014

Materia oscura e buchi neri nascosti: WISE ne sa qualcosa

I buchi neri supermassicci che si trovano all'interno delle
 galassie si distinguono in esposti e in nascosti
(Immagine presa da Media INAF)
170.000 il numero di buchi neri supermassicci attivi osservati dal telescopio WISE. Il nuovo studio si concentra sui Nuclei Galattici Attivi (di cui ne abbiamo parlato in questa news di Aprile), poiché sono molto "affamati" e si nutrono in gran parte dei gas che li circondano. Questa ricerca ha fatto in modo di mettere in discussione una vecchia teoria.

lunedì 26 maggio 2014

Getti dorati nella Nube del Compasso

Regione della Nube del Compasso
Location di questo nuovo articolo è la Nube del Compasso (Circinus), ovvero una nube molecolare comprendente 250.000 masse solari in cui non è raro trovare stelle in formazione. In questo "asilo" stellare possiamo trovare anche la giovanissima stella IRAS 14568-6304, circondata da una nube di polveri e gas dorata. La Nube del Compasso è divisa in due regioni dalla stazza di circa 5.000 masse solari ciascuna, definite Circinus Ovest e Circinus Est, dove la nascita stellare è la normalità.

sabato 24 maggio 2014

L'esperimento LLCD: in che modo è stato realizzato?

Immagine artistica della sonda LADEE, che
fino al 18 aprile orbitava intorno alla Luna
(Immagine presa da space.com)
L'esperimento LLCD (Lunar Laser Communication) detiene il record di velocità di trasmissione di dati: con un download di 622 megabit/secondo e con un upload di 20 megabit per secondo. Ma questo esperimento si è potuto svolgere grazie alla sonda LADEE, lanciata il 7 Settembre 2013 alle 3:27 UTC. Questa sonda, oltre a trasportare strumenti come il Neutral Mass Spectrometer e altri, trasportava anche lo strumento LLCD. Ma la cosa davvero eccezionale è stata la realizzazione di trasferimenti dati a velocità elevate a oltre 384.000 km dalla Terra.

venerdì 23 maggio 2014

Cronache dalla sonda Rosetta

Immagine artistica della sonda Rosetta
(Immagine presa da Ansa.it)
7 ore: il tempo impiegato per effettuare la fase del "Burning", una delle più lunghe della storia dell'ESA. Protagonista è la sonda Rosetta, che dopo 2 anni di ibernazione si sta sempre più avvicinando al suo target: la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Questa manovra ha fornito la prima delle 3 spinte orbitali che porteranno la sonda a prendere la scia della cometa il 6 agosto.

giovedì 22 maggio 2014

La fine di una stella di Wolf-Rayet

A sinistra la galassia UGC 9379, a destra la supernova SN2013cu
(Immagine presa da Media INAF)
Il telescopio Palomar, in California, la stava aspettando: nome in codice della missione iPTF. Finalmente, il 3 Maggio 2013, il telescopio Palomar osserva in diretta,dopo 360 milioni di anni di viaggio, la luce della supernova SN2013cu, una del tipo IIb.

Ma non si trattava di una stella normale, ma si trattava bensì di una stella di Wolf-Rayet. Queste stelle si caratterizzano per la loro elevata massa (Oltre 20 volte quella del Sole) e sono molto calde (circa 5 volte più calde della nostra stella): ma la caratteristica che le rende uniche è che sono molto rare.

mercoledì 21 maggio 2014

Le aurore su Saturno causate dal collasso della coda magnetica

Le aurore di Saturno viste da Hubble
(Immagine presa da Media INAF)
Le aurore di Saturno sono da tempo prese sotto osservazione. E proprio uno studio,che usa i dati e le immagini fornite dall'Hubble Space Telescope tra aprile e maggio 2013, è guidato dal Jonathan Nichols dell'Università di Leicester.

domenica 18 maggio 2014

Mercurio: mai stati così vicini

Lo scatto della sonda Messenger all'incredibile
altitudine di <200 km dalla superficie del pianeta
(Immagine presa da Media INAF)
La sonda Messenger (MErcury Surface,Space ENvironment, GEo chemistry and Ranging) ci ha regalato uno scatto della regione polare di Mercurio all' incredibile altitudine inferiore ai 200 km dal suolo. La risoluzione che si è riuscita ad ottenere è di 5 metri/pixel. Si tratta della foto più vicina mai scattata sul suolo di Mercurio.

sabato 17 maggio 2014

Le Giganti Rosse non hanno limiti

La galassia M95
(Immagine presa da Media INAF)
La supernova SN 2012aw , esplosa nella galassia M95 nel Marzo del 2012, ha interessato un team internazionale di 42 astronomi che come guida hanno i ricercatori dell'Osservatorio dell'INAF di Capodimonte. La domanda che si sono posti questi scienziati è la seguente: quanto può essere grande una Gigante Rossa per diventare una supernova?

venerdì 16 maggio 2014

La Great Red Spot di Giove si sta rimpicciolendo

La Grande Macchia Rossa di Giove vista
dall'Hubble Wide Field Camera 3
(Immagine presa da Media INAF)
Sembra incredibile, ma la Grande Macchia Rossa che rende tanto speciale il pianeta Giove si sta rimpicciolendo abbastanza in fretta. Ripresa da Hubble appare come un area vermiglia avvolta da perturbazioni di colore giallo, arancione e bianco: si tratta di una violenta tempesta anticiclonica, in cui i venti possono raggiungere la velocità di centinaia di chilometri all'ora. Ma ora più che una forma ovale ricorda più un cerchio.

mercoledì 14 maggio 2014

HD 162826: la sorella del Sole

La stella HD 162826
(immagine presa da hngn.com)
La stella HD 162826 è considerata una sorella del Sole, poiché, secondo le sue caratteristiche, si è formata nella stessa regione dello spazio e nella medesima nube molecolare da cui si è formata anche la nostra stella. E a pensare che tra HD 162826 e noi ci separano 110 anni luce. La stella si trova nella costellazione di Ercole ( che si trova vicino alla costellazione della Lira) e con l'ausilio di un binocolo la si può individuare.

martedì 13 maggio 2014

La formazione stellare nelle galassie in collisione

Fotogramma della simulazione dello scontro delle galassie Antenne.
La formazione stellare è più alta nelle regioni più dense.
(Immagine presa da Media INAF)
E' risaputo che se bisogna cercare un luogo nello spazio con un alto tasso di formazione stellare bisogna cercare proprio le galassie in collisione fra loro. Per molti, infatti, è abbastanza logico cercare in queste zone dello spazio: poiché si presume che sia il luogo dove è più facile che si avvii il collasso gravitazionale che da il via alla formazione stellare. Ma pensandoci bene, la situazione può essere più complicata del previsto: infatti, nelle galassie in collisione si creano moti turbolenti e casuali dei gas che dovrebbero rallentare o fermare il processo di formazione stellare.

lunedì 12 maggio 2014

Delle serre su Marte nel 2021?

Un immagine artistica del Mars Plant Experiment
(Immagine presa da Media INAF)
La missione ha già un nome: MPX, ovvero Mars Plant Experiment. Obbiettivo: 2021, che sarebbe la data della "colonizzazione del suolo marziano". La NASA, in pratica, lancia la curiosa sfida di rendere verde la superficie del pianeta rosso. Obbiettivo molto difficile, ma non impossibile. Far vivere organismi vegetali su altri pianeti potrebbe rivelarsi un traguardo per permettere la sua conquista. Ed Heather Smith commenta:<<Sarebbe il primo passo per creare una base su Marte sostenibile e a lungo termine. Mandiamo i semi e li guardiamo crescere>>.

domenica 11 maggio 2014

L'alba della Terra sulla Luna

La Terra vista dal Lunar Recconnaisance Orbiter
(Immafine presa dal sito Media INAF)
Chi ricorda il 24 Dicembre 1968, dove l'astronauta William Anders dell'Apollo 8 scattò la famosa foto "earthrise", in cui si vedeva sorgere la Terra fra i crateri della Luna. La NASA ha deciso di replicare, 46 anni dopo, la foto di Anders: ciò è stato reso possibile grazie al Lunar Recconnesaice Orbiter.

sabato 10 maggio 2014

Le stelle giovani provengono dall'interno degli ammassi stellari

La nebuolosa Fiamma
(Immagine presa da Wikipedia)

Da un progetto chiamato Massive Young Stars-Forming Complex Study in Infrared and X-ray è nnata una ricerca che ha permesso di capire qualcosa in più sulla formazione stellare. La ricerca ha fatto affidamento sui dati presi dall'osservatorio orbitante Chandra, creato per studiare le emissioni di raggi X ad alta energia provenienti dallo spazio. I dati della ricerca, per complicare le cose, non coincidono con le teorie finora sviluppate.

giovedì 8 maggio 2014

Le stelle iperveloci viste da LAMOST

Stella iperveloce che si allontana da una galassia
simile alla Via Lattea
(Immagine artistica presa da Media INAF)
In questo articolo parleremo delle stelle iperveloci, oggetti davvero particolari quanto la causa delle loro elevate velocità. Un team di ricerca cino-statunitense, guidato da astronomi dell' University of Utah, è riuscito a trovare una di queste stelle iperveloci con delle incredibili caratteristiche. Infatti si tratterebbe della stella iperveloce più vicina a noi, seconda per luminosità e terza per grandezza. Tutti questi risultati sonon stati pubblicati dalla rivista Astrophysical Journal Letters.

martedì 6 maggio 2014

La danza di un filo di plasma

Un filo di plasma nella corona solare: la meravigliosa fotografia
della sonda SDO
(Immagine presa da Media INAF)
Già il titolo dice tutto: questo sottilissimo filamento di plasma, sospeso nella corona solare, viene ripreso durante la sua "danza" dalla sonda della NASA chiamata Solar Dynamics Observatory, detta più semplicemente SDO. Ma questo evento è la classica "quiete prima della tempesta", poiché precede una violenta espulsione di materia che avviene nella fotosfera, che poi rilascerà un energia pari a decine di milioni di bombe atomiche.

Il LAGEOS II conferma le teorie di Einstein

Il satellite LAGEOS II
(Immagine presa dal sito Media INAF)
E' incredibile pensare che la teoria della relatività di Einstein centri con i satelliti che orbitano intorno alla Terra. Un tipico esempio sono i satelliti GPS che permettono di localizzarci grazie a delle correzioni basate sulle equazioni della Relatività Ristretta e Generale. Questo perché gli effetti in gioco sono molto piccoli, ma misurabili: come possono essere le orbite dei satelliti stessi, che nel tempo cambiano le loro caratteristiche. Queste perturbazioni sono a loro volta molto piccole, ma il loro effetto si fa sentire con il tempo: con delle variazioni sul punto massimo di avvicinamento al nostro pianeta. Ecco che due ricercatori dell'INAF: David Lucchesi e Roberto Peron dell'Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziale di Roma hanno appena pubblicato sulla rivista Physical Review D uno studio durato 13 anni che ha analizzato i dati relativi all'orbita di LAGEOS II.

domenica 4 maggio 2014

Segue 1:la galassia fossile

<<Questa galassia non ha mai prodotto tante stelle. E' davvero rammollita>> commenta in questo modo la fisica del MIT Anna Frebel . La galassia a cui si riferiva Anna Frebel è Segue 1, la galassia fossile più debole a rilevata che si trova ai "confini dell'Universo". Questa galassia è stata scoperta dal Sloan Digital Sky Survey (SDSS) nel 2006, si è rivelata presto una galassia fuori dal comune:poiché possiede poche stelle ma ha una massa ragguardevole. Stiamo parlando di una galassia che contiene circa 1.000 stelle, ma che è 3.000 volte più massiccia del previsto.
Le stelle appartenenti a Segue 1
(Immagine presa da Media INAF)

sabato 3 maggio 2014

Cassini scatta una foto ad Urano

Urano visto dalla sonda Cassini
(immagine presa dal sito Media INAF)
Per la prima volta, precisamente nell' 11 aprile 2014, la sonda Cassini punta i suoi "occhi" su Urano. Nella foto si mostra come un pallido pallino blu, come sfondo possiamo notare gli anelli di Saturno. Nel momento dello scatto Urano si trovava a 28,6 U.A. (ricordiamoci che 1 U.A.=150.000.000 km, ovvero la distanza Terra-Sole). Ma in alcuni momenti la distanza fra Saturno ed Urano è di "appena" 10 U.A. e questo fenomeno avviene ogni 30 anni, ovvero il periodo che Saturno impiega a compiere un giro intorno al Sole.

giovedì 1 maggio 2014

Un lampo di raggi gamma piuttosto turbolento

(Immagine presa dal sito Media INAF)
Ormai si sa che quando accade un evento nell'Universo, come un esplosione di una stella, non si possono di certo mandare sonde per studiare l'evento stesso: perché questi ultimi verificano anche a miliardi di anni luce. Ma noi abbiamo usato l'astrofisica proprio per capire il più possible questi fenomeni, grazie anche alla radiazione elettromagnetica che viene emessa proprio durante questi eventi. Ecco che un attenta analisi di una manciata di fotoni diventa fondamentale per capire le proprietà e la storia della sorgente che gli ha prodotti. L'intensità e la variabilità delle lunghezze d'onda, quella che conosciamo come "spettro", si rivela molto utile per scovare le realtà fisiche che sono caratterizzano i vari oggetti con un dettaglio sorprendente.Ma la radiazione luminosa che noi riceviamo può contenere altri "dettagli",come può essere la polarizzazione: che per scovarla richiede tecniche più complesse. Lo studio di queste polarizzazioni ci permette di capire la geometria dell'oggetto preso in studio, le proprietà dello spazio che la luce ha attraversato e i processi fisici che la hanno prodotta. I fenomeni di polarizzazione li ritroviamo anche nella vita quotidiana: la luce riflessa dall'acqua di un lago, ad esempio, è fortemente polarizzata. In questo caso si parla di polarizzazione lineare, ma esistono anche altri tipi di polarizzazione.