| (Immagine presa da Media INAF) |
Sorprendentemente i ricercatori sono riusciti ad individuare quelle sostanze sconosciute che la sonda Cassini ha scoperto nell'atmosfera di Titano nelle lunghezze d'onda del lontano infrarosso. Si è quindi scoperto che si tratta di una miscela di idrocarburi aromatici: comprendenti azoto e vari policiclici aromatici.
L'esperimento è molto curioso: poiché questa atmosfera è stata ricreata sotto vetro in un laboratorio. In questo modo gli scienziati hanno potuto rilevare questa sostanza prima sconosciuta individuata dal Composite Infrared Spectrometer montata a bordo della sonda Cassini.
Quando si tratta di chimica, gli scienziati hanno cercato di ricreare fedelmente l'atmosfera di Titano combinando i vari tipi di gas. Una volta fatto questo non resta che aspettare e vedere come si comporta l'atmosfera "fatta in casa". Se il modello ricreato si comporta come quella originale allora si può dire che si è sulla strada giusta.
<<Ora possiamo dire con sicurezza che questa sostanza ha un forte carattere aromatico, fatto che ci aiuta a capire meglio la complessa miscela di molecole che compongono il cielo che avvolge la luna di Saturno>> spiega Melissa Trainer, ricercatrice presso il Goddard Space Flight Center.
L'atmosfera di Titano risulta di un colore arancione sporco, poiché è composta da una miscela di idrocarburi e prodotti chimici derivati dall'azoto, soprattutto nitriti. Gli esperimenti sono così iniziati con i due gas più abbondanti su Titano: ovvero metano e azoto. Ma questi esperimenti non sono stati soddisfacenti: poiché la firma spettrale rilevata da Cassini e i risultati ottenuti non erano paragonabili.
Ma quando si è aggiunto il terzo gas i risultati sono migliorati. Così gli scienziati hanno tentato di aggiungere il benzene, sostanza già identificata sull'atmosfera di Titano, per continuare poi con altre sostanze chimiche correlate. Si è osservato che i migliori risultati sono stati ottenuti quando i ricercatori hanno scelto un composto aromatico contenete azoto.
<<Questo è il meglio che siamo riusciti a ottenere,
ricreando in laboratorio i sapori individuati da Cassini>> dice Joshua Sebree, autore principale dello studio. Ora non resta che concentrarsi sulle condizioni sperimentali per perfezionarla.
Fonte testi e immagini: Media INAF
Orione2000