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giovedì 17 aprile 2014

Un esopianeta davvero speciale

In questo articolo parleremo di Kepler 186f,un esopianeta davvero speciale. Si tratta di un pianeta roccioso più grande solo del 10% in più rispetto alla Terra:ma la cosa che lo rende davvero speciale è che potrebbe scorrere acqua allo stato liquido e,come se non bastasse, si trova nel medesimo angolo della Via Lattea in cui ci troviamo noi. E la scoperta la dobbiamo al più celebre cacciatore di pianeti che esista: stiamo parlando di Kepler.
Immagine artistica di Kepler 186f
(Immagine presa dal sito Media INAF)

Questo pianeta è l'ultimo di un sistema composto da cinque pianeti che ruotano intorno ad una nana rossa
Immagine artistica di Kepler
Fonte immagine:Wikipedia
distante circa 500 anni luce dalla Terra. Il suo periodo di rivoluzione è di 130 giorni e la distanza che la separa dalla sua stella è paragonabile a quella che divide il Sole da Mercurio. Ricordiamoci che la stella in questione è una nana rossa:quindi la sua fascia abitabile si trova più vicina alla stella stessa:in questo caso Kepler 186f rientra pienamente in essa.

Secondo la coordinatrice Elisa Quintana dell'Istituto Seti e del centro ricerche Ames della NASA il pianeta in questione riceverebbe il giusto apporto di calore e luce. Kepler 186f è anche  il primo pianeta roccioso identificato nella fascia abitabile della propria stella ad avere dimensioni simili alla Terra. Visto che il pianeta ruota attorno ad una stella di piccole dimensioni e piuttosto fredda viene classificato come un "cugino" della Terra più che come un gemello.

Ci sono dei segni particolari che caratterizzano le nane rosse,questi sono:

  1. Il numero elevato di questo tipo di stelle nella nostra galassia (si stima circa il 67,5% delle stelle presenti nella stessa);
  2. la loro longevità.
Quest ultima caratteristica permetterebbe un tempo a disposizione più lungo per i processi biochimici necessari alla nascita ed evoluzione della vita. L'unico difetto di queste stelle è l'alta emissione di radiazioni.

Fonte testo:Media INAF e alcune informazioni da Wikipedia
Fonte immagini: Media INAF e Wikipedia

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