| (Immagine presa da en.wikipedia.org) |
Da qualche anno, la NASA e altri istituti di ricerca sono stati particolarmente attenti sulla salute degli astronauti: in particolare, due ricerche, ovvero Validation of Procedures for Monitoring Crewmember Immune Function (Integrated Immune) e Clinical Nutrition Assessment of ISS Astronauts, hanno confermato che il volo spaziale è capace di alterare temporaneamente il sistema immunitario, specialmente se si tratta di missioni spaziali a lunga durata a bordo dell'ISS. I dati ottenuti, e pubblicati su Journal of Interferon & Cytokine Research, preoccupano molto gli esperti della NASA: poiché, ormai, ci sono missioni che prevedono una durata che va oltre i classici 6 mesi. Infatti, si sta sempre più parlando di missioni che prevedono anni di volo per raggiungere oggetti celesti, come ad esempio gli asteroidi e Marte, e un semplice raffreddore o un influenza potrebbero essere davvero rischiosi per l'incolumità di tutto l'equipaggio.
I dati generati nel corso dello studio della NASA dimostrano che la distribuzione delle cellule immunitarie degli astronauti a bordo della Stazione Spaziale è rimasta relativamente invariata durante il volo. Ma gli esperti hanno anche rilevato che alcune funzioni delle cellule risultavano inferiori al normale, mentre altre, contrariamente, risultavano accentuate. In poche parole, il sistema immunitario dell'equipaggio è confuso. In pratica, quando l'attività delle cellule diminuisce, il sistema immunitario non risponde adeguatamente: con l'eventuale spargimento virale di tipo asintomatico, ovvero, dei virus dormienti che improvvisamente si risvegliano nel corpo senza dei veri e propri sintomi caratteristici della stessa malattia. Al contrario, nel momento in cui l'attività aumenta, il sistema immunitario reagisce in un modo decisamente eccessivo: con la conseguenza di aumentare i sintomi delle allergie ed eruzioni cutanee.
<<Prima dello studio sono stati raccolti una serie di
dati sul sistema immunitario in volo. Precedenti studi post-volo non sono stati
abbastanza esaurienti per fare arrivare a una conclusione in merito all'effetto
del volo spaziale sul sistema immunitario. Questi nuovi dati raccolti in volo
hanno fornito, invece, le informazioni di cui avevamo bisogno per stabilire che
la disregolazione immunitaria si verifica ed effettivamente persiste durante il
volo spaziale di lunga durata>> spiega Brian Crucian, esperto della NASA in studi biologici e immunologia.
Recentemente gli scienziati hanno analizzato il plasma dei 28 membri dell'equipaggio prima, durante e dopo le varie missioni, misurando in particolare la concentrazione di citochine, delle molecole proteiche che hanno il compito di regolare l'immunità. In pratica, queste molecole portano le cellule immunitarie nel punto dove è presente l'infezione o dove si trova una ferita: facilitando la comunicazione cellula-cellula, "avvertendo" così le cellule immunitarie di difendere il corpo umano dagli "invasori". I dati indicano che a pari passo con il cambiamento delle varie funzioni delle cellule, si è notato che anche la concentrazione di citochine trasportate dal sangue risultavano variate. Questa cosa da un'idea di quali aree del sistema immunitario possono essere alterate.
<<Cose come le radiazioni, i microbi, lo stress, la
microgravità, i cicli di sonno alterati e l’isolamento potrebbero tutti avere
un effetto sul sistema immunitario dei membri dell’equipaggio. Se questa situazione persiste per missioni
nello spazio profondo più lunghe, potrebbe aumentare il rischio di infezione e
ipersensibilità>> dice Crucian, anche se non è ancora stato provato. Infatti, secondo Crucian, bisognerebbe effettuare altre indagini per valutare se il tutto può aumentare il rischio clinico.
Infine, quando saranno arrivati risultati più precisi, Crucian e il team penseranno a risolvere il problema con eventuali nuove schermature contro le radiazioni, diversi prodotti farmaceutici, una diversa alimentazione e altro ancora. Inoltre, questi tipi di studi possono anche portare benefici alla medicina sulla Terra.
Fonte testi:Media INAF
Fonte immagini: en.wikipedia.org
Orione2000