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mercoledì 23 aprile 2014

Come invecchiano le cellule nello spazio

Immagine di un linfocita T
(Immagine presa dal sito Media INAF)
Il passare del tempo ormai si sa che è un nemico per l'organismo umano. Quando si arriva a certe età le cellule subiscono un grosso cambiamento che non è sempre positivo. Anche sullo spazio la storia è sempre la stessa: tra le avventure più emozionanti anche l'organismo e il sistema immunitario ne risente profondamente, indebolendosi seriamente. Grazie ad anni di ricerche dei medici della NASA si è saputo che il sistema immunitario ne risente molto della microgravità che si trova nello spazio.
Ecco allora che un gruppo di esperti dell'Agenzia Spaziale Americana e del National Istitute on Anging ha avviato una ricerca che si svolgerà sulla famosa International Space Station, o più comunemente chiamata ISS. Questa ricerca è stata denominata T-Cell Activation in Angin e l scopo di quest ultima sarà proprio cercare il motivo del decadimento delle cellule immunitarie in microgravità. Le cellule chiamate Linfociti T sono un tipo di globuli bianchi: nella loro superficie si trovano speciali ricettori chimici che servono a fare in modo che il sistema immunitario del corpo si attivi correttamente. Non per niente è stato deciso di mandare un campione di linfociti T nella ISS: dove la microgravità regna.
Immmagine dell'ISS
(Immagine presa da Wikipedia)


Prima di proseguire,però, facciamo un piccolo approfondimento sul sistema immunitario. In parole povere si tratta di una fitta rete di difesa del nostro corpo. Le cellule immunitarie pattugliano ogni vaso sanguigno per difenderci da batteri e virus. Quando una di queste cellule incontra un agente patogeno "chiede" imediatamente aiuto alle altre cellule che incontra, ma poi entra in scena il linfocita T, il vero protagonista dell'immunità cellulare. Da questo linfocita partono le cellule immuni che troveranno l'infezione e la combatteranno. Quando, per esempio, in alcuni individui i linfociti T non sono reattivi si viene colpiti dall'infezione e ci si ammala.


Si pensava che questo studio fosse difficile da effettuare, per il semplice motivo che i cambiamenti nel nostro corpo avvengono nel corso di decenni. Ma i ricercatori hanno notato che i cambiamenti di queste cellule nello spazio, soprattutto i linfociti T, avvengono molto più rapidamente. Condurre esperimenti di questo genere in microgravità non solo da un aiuto a scoprire nuove cose di chimica, fisica e biologia: ma si possono compiere esperimenti su prodotti difficili o impossibili da creare sulla Terra.

Millie Hughes-Fulford, astronauta della NASA e principale autore dello studio per l'Università della California, ci spiega vari obbiettivi:

<<Uno di questi obbiettivi è di usare la microgravità come nuovo modello per studiare i meccanismi di invecchiamento molecolare di disfunzioni immunitarie comunemente osservate negli anziani.>>

Con questo metodo si troveranno soluzioni per prevenire le infezioni da immunodeficienza sia per chi viaggia nello spazio, sia per chi sta nella Terra.
Si è anche scoperto che l'indebolimento del sistema immunitario è un problema ormai comune per gli astronauti.. Fra i cambiamenti del sistema immunitario si sono riscontrate:
  • Alterazione dell'attivazione dei lifociti T;
  • produzione più rapida di cellule.
Gli esperti stanno anche studiando il perché la microgravità simuli l'invecchiamento delle cellule immunitarie. Nel passato sono già state effettuate delle ricerche sul cambiamento del sistema immunitario in microgravità come la Leukin-2. In quel caso fu rilevata l'alterazione di attivazione dei linfociti T.
Ora i campioni di linfociti T sono stati mandati per l'ISS grazie al razzo Falcon 9. Per gli esperimenti futuri si prevederà di mettere un campione dentro una centrifuga per creare la gravità artificiale, successivamente verrà inserito un attivatore che rivelerà la presenza di eventuali infezioni ai linfociti T. In seguito i ricercatori esamineranno delle molecole chiamate microRNA, queste sono delle molecole endogene di RNA non codificante, ma che potrebbe influire sul comportamento cellulare. Sicuramente in campo farmaceutico queste molecole saranno le più palpabili.

Fonte testi:Media INAF
Fonte immagini: Media INAF e Wikipedia

Orione2000