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giovedì 4 dicembre 2014

Un nuovo rinvio nel decollo della capsula Orion

Lo United Launch Alliance Delta IV Heavy nella rampa di lancio
di Cape Canaveral
Sono le 09:45 a Cape Canaveral: ma lo United Launch Alliance Delta IV Heavy, con a bordo la capsula Orion, è ancora sulla rampa di lancio e i suoi booster non hanno potuto illuminare il cielo della Florida. Così si chiude la finestra di lancio, dopo una lunghissima attesa durata oltre 40 anni da parte della NASA, che sperava in un ritorno nello Spazio. Il tutto rinviato a domani, ore 13:00 (ora italiana), sperando che la capsula Orion Deep Space riesca a diventare la prima capsula passeggeri americana (diversa come concetto dallo Shuttle) a lasciare la Terra dai tempi della missione Apollo 17.

Il mancato lancio rappresenta un'ulteriore rallentamento nel programma di esplorazione umana nello Spazio e, di conseguenza, rende ancora più lontano il sogno di ritornare sulla Luna, di raggiungere gli asteroidi disseminati nel nostro Sistema Solare (2025) e nel tentare un' "ammartaggio" sul Pianeta Rosso (2030).

Rimaniamo in attesa anche per i nuovi tipi di lanciatori: come il Space Launch System, che promette di diventare il più potente razzo mai costruito dall'umanità. E proprio questo nuovo razzo doveva essere lanciato con la capsula Orion in una configuarazione da 80 tonnellate. Ma niente di ciò si è fatto, sperando che, una volta a regime, possa sopportare carichi che toccano le 140 tonnellate. Ma bisogna comunque dire che lo United Launch Alliance Delta IV Heavy con cui decollerà la capsula Orion è senza alcun dubbio il razzo più potente disponibile sul mercato.

Ora, parliamo un po' del test che sarà sottoposto alla capsula Orion: in un periodo di tempo previsto per le 4h e 30 min il vettore scorterà la Orion nell'orbita terrestre, per poi essere scagliata (grazie al secondo stadio) ad una quota di 5.800 km (una quota pari a circa 15 volte quella su cui orbita la ISS). Dopo di che ci sarà il rientro attraverso l'atmosfera ad altissima quota ad una velocità di circa 30.000 km/h e con delle temperature che raggiungono i 2.000 C° (shock test per lo scudo termico). Infine, la caduta con il paracadute nell'Oceano Pacifico e la Marina statunitense che recupererà la capsula.

Il test sarà svolto senza equipaggio a bordo, anche se, come da tradizione, al suo posto verranno posizionati diversi oggetti famigliari degli ingegneri che lavorano al progetto: come le action figure del capitano Kirk di Star Trek o un gadget di Iron Man.

Inoltre, solo una settimana fa la capsula Orion aveva superato la Flight Readiness Review (FRR) e ricevuto dai top manager dell'agenzia spaziale statunitense il via libera per questo volo di prova.

Senza contare che la versione pathfinding della capsula aveva subito gli ultimi accorgimenti a settembre. Infatti, ingegneri e tecnici avevano completato l'installazione della serie di pannelli che costituiscono il guscio posteriore della capsula Orion e che hanno come funzione quella di proteggere gli astronauti dalle elevate temperature del rientro.

Fonti testi e immagini:Media INAF

Orione2000