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martedì 29 aprile 2014

Una luce fuori dal comune.

Secoli di ricerche riguardanti la fisica delle particelle hanno cercato di trovare delle caratteristiche che spiegassero un elemento fondamentale di questa scienza:la luce. Grazie ai fotoni, detti anche quanti di luce, si è scoperto il funzionamento della radiazione elettromagnetica.

Due proprietà dei fotoni sono riconosciute dappertutto:una è la direzione di propagazione,chiamata momento angolare;l'altra viene definita spin,ovvero il fenomeno dell'onda elettromagnetica che oscilla in modo circolare alla propagarsi della stessa. Queste proprietà valevano per tutti i tipi di fotoni conosciuti, o lameno era così sino a pochi giorni fa.

Ma ora un gruppo di scienziati del RIKEN, il più grande centro di ricerca giapponese, mette in dubbio queste due proprietà:sostenendo che esiste un tipo particolare di luce composta da onde evanescenti, che possiede delle proprietà in netto contrasto con le altre.
Formazione di un onda evanescente
(Immagine presa dal sito Media INAF)
Ma cosa è un onda evanescente?Si tratta di una particolare onda elettromagnetica non uniforme, come nel caso della divisione della luce in due mezzi diversi. Questo tipo di onda si forma quando l'onda elettromagnetica principale si riflette nel mezzo che la ha generata,nel secondo mezzo,invece,si forma l'onda evanescente.

Quando i ricercatori hanno analizzato le proprietà di queste onde ne sono rimasti sorpresi:infatti questo tipo
Il Center of Developmental Biology (RIKEN)
(Immagine presa da www.riken.jp)
di onda non si comportava come prevedevano le "vecchie" proprietà, con degli orientamenti opposti rispetto alla luce che siamo abituati a vedere.

Queste particolarità di questa onda molto speciale potrebbe aprire un mondo tutto nuovo ai ricercatori, con diverse leggi che regolano l'interazione luce-materia e gli scienziati hanno subito pensato ad nuovi obbiettivi riguardanti lo studio delle radiazioni elettromagnetiche.

<<Proprietà così straordinarie,rilevate in oggetti molto elementari, offrono un occasione unica. Potremo osservare e analizzare aspetti fisici fondamentali che prima erano nascosti dalla propagazione standard della luce e che erano considerati impossibili>>
Commenta Kostantin Bliokh,prima firma dell'articolo pubblicato su Nature Communication.

Fonte testi:Media INAF
Fonte immagini:Media INAF e RIKEN

Orione2000