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venerdì 18 aprile 2014

Cosa c'è sotto la superficie solare?

Il nostro Sole visto in due modi differenti. A destra le parti più scure sono zone
magnetiche piccole,mentre quelle rosse o gialle sono zone magnetiche più attive.
(Immagine presa dal sito Media INAF)
"Cosa succede all'interno del Sole?":è questa la domanda che si sono posti diversi scienziati. Sapere cosa succede sotto la superficie solare ci aiuterebbe tantissimo: infatti, si potrebbero prevedere con maggiore precisione e anticipo le tempeste solari. Ma come si possono osservare le attività che avvengono al suo interno? Il sistema usato sino ad ora era l'eliosismologia: che consisteva nel misurare il tempo necessario alle onde di arrivare alle estremità della nostra stella. Ma oggi possiamo tranquillamente fare affidamento allo Helioseismic Magnetic Imager e all' Atmospheric Imaging Assembly: due strumenti appartenenti al  SDO, il Solar Dynamics Observatory.
Un articolo della rivista "The Astrophysical Journal" spiega come le disposizioni di regioni ad alta emissione
Immagine artistica del SDO
(Immagine presa da Wikipedia)
ultravioletta e X, che sono presenti nella corona solare, riflettono la presenza di agglomerati di materia che sono in movimento nel cuore del Sole. Questi granuli,ovviamente,sono immensi: paragonabili alla grandezza di Giove. Per farci capire meglio il ricercatore della NASA alla Montana State University Robert Leaomon ha proposto un esempio molto particolare:

<<Immaginiate una nuvola di palloncini colorati in volo. Seguendone il movimento possiamo intuire cosa sta succedendo più in basso: il moto dei bambini che li reggono>>.

Per gli agglomerati di materia  meno imponenti, che possono arrivare alla distanza che separa New York da Los Angeles sino al doppio delle dimensioni della Terra, si può contare sul Heliospheric Magnetic Imager. La distribuzione di granuli e supergranuli si riflette comunque nella disposizione di regioni magnetiche bilanciate: che non sono altro che zone in cui i campi magnetici che sono orientati verso l'interno della stella sono equivalenti a quelli orientati verso l'esterno di essa. Lo stesso caso avviene in un dispositivo in grado di riconoscere dall'alto aree dove ci sono lo stesso numero di maschi e femmine: anche senza vedere direttamente gli edifici, non è difficile indovinare distribuzione, dimensioni delle camere, palazzi e città in cui queste persone si raggruppano.

Gli esperti sono piuttosto soddisfatti:<<Accade di tutto,là sotto la superficie. Quello che abbiamo scoperto è un marcatore di questa attività del sottosuolo. Una sorta di passaggio verso l'interno ,così da non avere più necessità di impiegare mesi per arrivarci>> conclude Scott McIntosh del National Center for Atmospheric Research in Boulder, Colorado.

Fonte testi: Media INAF
Fonte immagini: Media INAF e Wikipedia

Orione2000