| Immagine presa da Media INAF |
E ora ricordiamo il 45° anno dalla fantastica notte dedicata interamente all'Apollo 11. Ma ora, nel XXI secolo sarà dedicato a Marte. La NASA ha finalmente annunciato che,dopo anni di tentennamenti causati dal "post-shuttle", è prevista una notevole ripresa per le missioni con equipaggio USA con un programma credibile: il quale è basato su una capsula, la Orion, e su un enorme vettore, lo Space Launch System (SLS).
| La capsula Orion (Immagine presa da www.nasa.gov) |
Un sistema non forse abbastanza innovativo, ma ottimo per far si che si riesca a uscire nuovamente dall'orbita terrestre. Non andremo ancora una volta sulla Luna, ma nemmeno su Marte: bensì è già pronta una missione davvero interessante, ovvero la cattura e l'esplorazione di un asteroide di ridotte dimensioni.
Entro il 2019 una sonda automatica si dirigerà verso un oggetto celeste di dimensioni relativamente ridotte (ma pur sempre grande come una villa), per poi avvicinarlo e posizionarlo in un orbita circumlunare stabile.
Ed entro la metà del 2020 avverrà una spedizione di astronauti, a bordo di una capsula Orion, la quale effettuerà un rendez-vouz con l'asteroide per poi studiarlo da vicino. La missione sarà sicuramente molto interessante: poiché si capirà meglio la composizione di un asteroide, magari scoprendo anche materiale organico pre-biotico.
Le missioni lunari Apollo con "allunaggio" con equipaggio durarono circa una settimana ciascuna: le quali furono molto stressanti, sopratutto durante le fasi successive, ma si notò un forte miglioramento . E d'altronde il principio è lo stesso per questa missione: più lunga rispetto a una missione Apollo ma decisamente più corta rispetto ad una missione su Marte.
Fonte testi: Media INAF
Fonte immagini: NASA e Media INAF
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