| Il Sardinia Radio Telescope (SRT) |
| Logo del SRT |
Pietro Bolli spiega che “il componente è di fatto un filtro passa-banda tra 5.7 e 7.7 GHz, vale a dire un dispositivo che rigetta le componenti di frequenza del segnale radio che sono esterne alla sua banda passante ed è necessario per limitare i segnali interferenti di natura umana che viceversa potrebbero compromettere l’osservazione scientifica”. Tra l'altro questo filtro è stato particolarmente progettato per il ricevitore banda C da fuoco terziario del SRT.
| Dei prototipi del filtro a microonde (Immagine presa da Media INAF) |
superconduttore ad alta temperatura: “il punto di forza sta proprio nel fatto che questi superconduttori, se raffreddati al di sotto di una temperatura detta ‘critica’, mostrano una conducibilità elettrica nettamente superiore a quella dei conduttori metallici standard e quindi permettono di avere ottime prestazioni in termini di perdite e di conseguenza di temperatura di rumore del ricevitore. Il fatto che questi superconduttori siano classificati ‘ad alta temperatura’ significa che la temperatura critica è relativamente alta (si parla comunque di temperature dell’ordine dei -200 gradi celsius), rendendo di conseguenza il sistema criogenico di raffreddamento abbastanza standard”. Grazie a questa tecnologia si riducono significativamente le perdite e quindi, di conseguenza, il contributo di rumore introdotto nel ricevitore.
Questo componente verrà installato all'interno dei ricevitori radio astronomici. <<Gli strumenti posti nei fuochi dei grandi radio telescopi che ricevono le onde elettromagnetiche incidenti provenienti dalla sorgente celeste che si vuole osservate, amplificano il segnale e ne effettuano una prima elaborazione. Trattandosi di segnali che giungono a terra con livelli di potenza estremamente bassi è necessario che il ricevitore radio astronomico introduca meno rumore possibile sul segnale e per questo motivo si fa lavorare a temperature criogeniche (fino a -250 gradi celsius). È un ambiente con la temperatura adatta per innescare il fenomeno superconduttivo, senza necessità di modificare il sistema con aggravio di costi. Il valore aggiunto del lavoro è stato nello studiare soluzioni alternative alla realizzazione del filtro superconduttore per cercare di contenere i costi di produzione con accorgimenti meccanici ed elettrici alternativi a quelli normalmente utilizzati.>> spiega Pietro Bolli.
Fonte testi: Media INAF
Orione2000