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venerdì 5 dicembre 2014

Lancio riuscito per Orion Deep Space

Il momento del lancio della Orion Deep Space
spinta dai booster del United Launch
 Alliance Delta IV Heavy
(Immagine presa da Media INAF)
Dopo il rinvio del lancio della giornata di ieri, finalmente riuscito il lancio della Orion Deep Space dal Space Launch Complex 37 della base di Cape Canaveral alle ore 07:05 di questa mattina. Il test è stato un successo: infatti, la Orion Deep Space ha raggiunto la quota prestabilita di 5.800 km ed è atterrata a circa 600 km a sud-ovest della città di San Diego. Attualmente, la Orion è la prima capsula passeggeri americana (se si esclude lo Shuttle) a lasciare la Terra dai tempi della missione Apollo 17.

Fonti testi: Media INAF e NASA
Fonti immagini: Media INAF
Orione2000


giovedì 4 dicembre 2014

Un nuovo rinvio nel decollo della capsula Orion

Lo United Launch Alliance Delta IV Heavy nella rampa di lancio
di Cape Canaveral
Sono le 09:45 a Cape Canaveral: ma lo United Launch Alliance Delta IV Heavy, con a bordo la capsula Orion, è ancora sulla rampa di lancio e i suoi booster non hanno potuto illuminare il cielo della Florida. Così si chiude la finestra di lancio, dopo una lunghissima attesa durata oltre 40 anni da parte della NASA, che sperava in un ritorno nello Spazio. Il tutto rinviato a domani, ore 13:00 (ora italiana), sperando che la capsula Orion Deep Space riesca a diventare la prima capsula passeggeri americana (diversa come concetto dallo Shuttle) a lasciare la Terra dai tempi della missione Apollo 17.

sabato 15 novembre 2014

Philae entra in ibernazione

(Immagine presa da esa.int)

Erano l'una e trentacinque circa quando il lander Philae è entrato in ibernazione. Quindi un "arrivederci" e non un "addio": infatti, il lander potrebbe risvegliarsi durante l'estate prossima, quando i suoi pannelli solari dovrebbero ricevere della luce.
Dall'euforia iniziale, incominciata quando poco dopo la mezzanotte il lander è riuscito a comunicare di essersi alzato di qualche centimetro e di essersi voltato di 35 gradi, si è passati a un momento di particolare attenzione alla curva della tensione (misurata in Volt). Per un momento si è pensato che il riassestamento avesse rianimato i pannelli solari, ma successivamente questa speranza si è subito trasformata in angoscia quando la curva della tensione si avviava a scendere verso i 20 V, il limete fra coscienza e coma energetico.

mercoledì 5 novembre 2014

L'asteroide Vesta ripreso dalla sonda Dawn
(Immagine presa da Media INAF)
All'interno dell' Ames Research Center della NASA si trova un cannone dalla lunghezza di ben 4 metri, denominato Ames Vertical Gun Range, che è stato progettato per simulare degli impatti fra diversi corpi celesti. Questo cannone riesce a sparare dei proiettili, che hanno dimensioni che vanno dai 0,005 ai 7,6 millimetri, a delle velocità che toccano i 7 km/s (l'equivalente di oltre 25.000 km/h) grazie ad una miscela d' esplosivo e di idrogeno gassoso ad alta pressione. E proprio in un recente studio, che ha visto la partecipazione di un team di ricercatori della Brown University guidato da Angela Stickle della John Hopkins, è stata usato questo cannone per osservare e studiare un impatto che ha interessato la superficie dell'asteroide Vesta.

domenica 26 ottobre 2014

Spuntino cosmico per un buco nero

(Immagine presa da Media INAF)
"Immenso Paradiso", proprio così viene denominato il superammasso di galassie di cui fa parte anche la Via Lattea. Ma in questa gigantesca regione di spazio ci sono degli oggetti che possono rendere la vita di alcune stelle davvero "infernale". E' proprio il caso di una stella, scoperta da un gruppo di scienziati della Ohio State University, che è riuscita a sfuggire da un buco nero prima di essere "divorata". Infatti, il gigantesco e massiccio oggetto è riuscito a mangiare solo una parte di questa sventurata stella.